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Roma, 23 dic – Un preside di Vo’ è sotto istruttoria disciplinare per aver criticato Lucia Azzolina, la grillina ministro dell’Istruzione, con alcuni post su Facebook. “Cara Ministra Azzolina invece di perder tempo a parlare di scuola aperta fino a giugno o luglio, si occupi delle questioni serie della scuola“, recita uno dei post incriminati. A pubblicarli Alfonso D’Ambrosio, dirigente dal 2019 dell’Istituto comprensivo di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’, il paese in provincia di Padova che finì in zona rossa all’inizio della pandemia. Ora rischia ripercussioni su stipendio e carriera. La Lega esprime solidarietà e attacca la grillina: “Censura e intimidazioni”.



I post del preside che criticano la Azzolina

Come riporta Repubblica, D’Ambrosio ha scritto sedici post critici nei confronti della gestione della scuola da parte della grillina. Uno definiva la Azzolina “una che ci crede, ma è debole“. Ebbene, dopo una doppia segnalazione dei dirigenti del dipartimento Istruzione del ministero, la responsabile dell’Ufficio procedimenti disciplinari di Venezia, Mirella Nappa, domenica scorsa gli ha inviato una lettera con cui annunciava di aver aperto il procedimento sanzionatorio contro di lui. Eppure le critiche rivolte dal preside alla “ministra” non erano né pesanti né minimamente volgari. In ogni caso assolutamente legittime e civili. Evidentemente la Azzolina non ammette alcun tipo di critica. Così D’Ambrosio ora potrà subire sanzioni amministrative e disciplinari, con ripercussioni su stipendio e carriera.

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Le critiche alla “ministra” non meritano una procedura disciplinare

I toni delle critiche sono assolutamente blandi e in alcun modo tali da far scattare la procedura disciplinare. “Ho visto l’intervista della Azzolina da Fazio. Alla fine si capisce chiaramente che lei ci crede, crede nella scuola più di tanti altri che l’hanno preceduta. Ma è debole, si vede. Fa quasi tenerezza. E lo dico con grande rammarico perché oggi serve ben altro!!!”, scriveva il preside. Battagliero forse ma non da sanzionare. In un altro post, il dirigente scolastico critica le misure messe in campo rispetto al programma iniziale del M5S, di cui in un altro post tesse le lodi, sottolineando che i 5 Stelle non sono solo la Azzolina.

Il preside premiato nel 2016 come miglior docente innovatore italiano

D’Ambrosio crede molto nel suo lavoro e nell’istruzione pubblica. Nel 2016 è stato premiato come miglior docente innovatore italiano. Ha ospitato alla Gianni Rodari il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre che la stessa Azzolina. Si è fatto in quattro per garantire la scuola in presenza ai suoi studenti. Eppure qualcosa di grave, agli occhi della “ministra” deve averla fatta.

Le perplessità sui metodi della Azzolina

Andando a spulciare i post sotto accusa, quattro di questi, datati 17 e 18 ottobre, criticavano la Azzolina per aver convocato trenta presidi, scelti senza una specifica rappresentatività, per chiedere loro notizie e indicazioni. “Amici degli amici degli amici“, scriveva D’Ambrosio. “Esprimo perplessità su come vengono scelti questi dirigenti scolastici. Chi si ascolta? Gli amici?“. Post che ha scatenato le ire della collega veneta Laura Biancato, una dei convocati e ritenuta vicina alla Azzolina.

I tre capi di accusa contro il preside

Ancora, il 18 ottobre scriveva: “Banchi sì, banchi no, quando è che iniziamo a parlare di scuola?“. Poi il 5 dicembre un’altra critica, sempre civile: “Con tutto il rispetto, cara ministra, la scuola ha bisogno di qualcosa che vada ben oltre qualche dichiarazione di scuola aperta o chiusa, di annunci via social e promesse mai realizzate“. Dopo di che è scattata la procedura disciplinare. Nelle pagine di accusa si legge: “Nei confronti dell’Amministrazione cui lei appartiene ha compiuto, in maniera reiterata e con carattere di particolare gravità, atti non conformi alle proprie responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione”. Tre i capi di accusa: violazione dei principi di leale collaborazione; violazione del Codice di comportamento dei pubblici dipendenti; violazione dell’articolo 26 del Contratto di lavoro.

“Cara ministra considero questo gesto un atto vile, un attacco alla libertà di espressione”

Immediata la replica di D’Ambrosio. “Questa contestazione è una pietra enorme sulla mia vita. Ho sempre cercato di portare avanti il dialogo, anche sulla mia pagina social e lo faccio senza offendere mai nessuno. Cara ministra, io nella scuola ci credo e ho sempre portato rispetto per i miei superiori. Ma, mi permetta, considero questo gesto un atto vile, un attacco alla libertà di espressione. Volete la morte di un uomo? Ci siete riusciti. Il mio numero lo ha, e per questo mi appello alla sua clemenza”.

La Lega si schiera con il preside: “Siamo alle intimidazioni. Questa è vera e propria censura”

La convocazione per rispondere delle accuse è fissata al prossimo 26 gennaio. D’Ambrosio si è già affidato, per la difesa, all’Associazione nazionale presidi. Intanto la Lega si schiera con il preside di Vo’ e attacca la “ministra”. “Azzolina chieda scusa a chi regge le nostre scuole. Solidarietà al dirigente scolastico Alfredo D’Ambrosio, vittima delle intimidazioni di Azzolina”, dice Rossano Sasso, membro della commissione Cultura alla Camera. “Siamo alle intimidazioni. Ennesimo atteggiamento vergognoso da parte di Azzolina e chi continua a sostenerla è suo complice”, aggiunge il deputato leghista. “Questa è vera e propria censura, ben lontana dai principi di un Paese democratico come il nostro”, gli fa eco Massimo Bitonci. “Repressione ancor più grave se si considera che le critiche all’operato del ministro Azzolina sono arrivate da un dirigente scolastico che negli anni ha dimostrato di essere tra i migliori nella sua professione”, fa presente il leghista.

Adolfo Spezzaferro

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