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Catania, 10 apr – Si sta svolgendo in queste ore a Catania la nuova udienza preliminare per il caso Gregoretti, con Matteo Salvini accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio. Secondo l’ipotesi di reato, con il blocco della nave Gregoretti carica di migranti, Salvini avrebbe violato le convenzioni internazionali, peraltro in maniera autonoma – quasi autocratica – rispetto al resto del governo gialloverde. La natura politica di questo eventuale processo è sempre stata lampante, come hanno confermato anche le intercettazioni di Palamara. Non è quindi un caso che adesso si proceda verso l’archiviazione del caso.

Le parole del pm Bonomo

Così si è infatti espresso in aula il pubblico ministero Andrea Bonomo: «L’allora ministro dell’Interno è imputato di aver violato delle convenzioni internazionali e di aver agito illecitamente, tanto da costituire il delitto di sequestro di persona. Ma oggi il giudizio non è sull’opportunità di quell’atto, non dobbiamo valutare se avere protratto o allungato la permanenza dei migranti è moralmente accettabile perché in questa sede il giudizio non è politico», ha dichiarato Bonomo. In buona sostanza, il pm sta dicendo che i risvolti politico-ideologici della vicenda vanno senz’altro accantonati, e devono essere valutati solo quelli penali. Che però, appunto, sono assai fragili.

Salvini e il caso Gregoretti

Quando si parla di caso Gregoretti, inoltre, è da valutare non solo il ruolo di Salvini, bensì quello dell’intero esecutivo Conte I. «Tutto il governo condivideva l’idea che si dovesse ottenere dall’Europa un meccanismo diverso, perché chi arriva in Italia arriva in Europa», ha specificato Bonomo. Che poi ha proseguito: «Sicuramente era un principio condiviso da tutto il governo. C’era condivisione politica, ed è continuato anche dopo l’uscita di Salvini dal governo come dimostra l’accordo di Malta. È da considerare un pos [Point of service] provvisorio anche una nave, se vengono garantite le condizioni di sicurezza ai migranti salvati». Per tutti questi motivi, sul caso Gregoretti il pm ha chiesto per Salvini il «non luogo a procedere», poiché, appunto, il fatto non sussiste.

Gabriele Costa

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2 Commenti

  1. Sarebbe stato sequestro se Salvini avesse impedito alla nave di allontanarsi.
    In realtà lui gli ha semplicemente detto di non attraccare. La nave era libera di andarsene in Spagna o a Malta.
    Sarebbe come se io venissi indagato per sequestro di persona se non facessi entrare un venditore porta a porta in casa mia e questo si piazzasse davanti all’ingresso senza volersene più andare.

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