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Roma, 20 feb – San Marino non si fida, ma soprattutto non aspetta, l’Italia. La Serenissima Repubblica ha deciso infatti di acquistare dosi del vaccino russo. L’accordo tra il microstato e Mosca c’è già, un protocollo siglato “per l’acquisto del vaccino Sputnik V sviluppato dall’Istituto di epidemiologia Nikolai Gamaleya di Mosca”.

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“L’autorizzazione – specifica il governo sanmarinese – consentirà alla Repubblica di ricevere già nei prossimi giorni le prime dosi del vaccino, alle quali seguirà una seconda consegna per la somministrazione della dose di richiamo entro un mese”. Il segretario di Stato agli Esteri, Luca Beccari, dice che “i piccoli Stati europei come San Marino devono poter assicurare una campagna vaccinale uniforme anche su tutto il loro territorio nell’interesse generale di sconfiggere al più presto questa malattia” (il Covid, ndr).

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San Marino non aspetta l’Italia

Ma come mai San Marino ha deciso di rivolgersi alla Russia? La Repubblica del Titano a gennaio aveva firmato un protocollo d’intesa con l’Italia, per assicurarsi la fornitura di vaccini contro il coronavirus. Il tutto seguendo le linee guidate previste dall’Oms, per una copertura cioè del 70% della popolazione. Qualcosa però è andato storto, ovvero si sono verificati i noti ritardi nella produzione e nella fornitura dei vaccini. Difatti San Marino non ha ricevuto le attese dosi, neppure una delle 50mila previste dall’accordo con l’Italia. Di conseguenza le vaccinazioni nel piccolo Stato non sono ancora partite.

Lo Spallanzani “promuove” il vaccino russo

“Abbiamo lavorato duramente per superare le difficoltà incontrate negli approvvigionamenti – dice il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta – L’acquisto di questo quantitativo di vaccini che andrà a sommarsi alle dosi previste dall’Intesa precedentemente siglata con l’Italia, integrerà le nostre scorte al fine di mettere al riparo tutta la popolazione sammarinese nel più breve tempo possibile e colmare il divario rispetto all’inizio della campagna vaccinale europea”. San Marino si fida dunque del vaccino russo. D’altronde – dopo Lancet – ieri anche l’Istituto Spallanzani ha fornito una valutazione scientifica decisamente positiva sull’efficacia (91,6%) e sulla sicurezza dello Sputnik V.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Sniff…sniff…questo laziale puzza di gobbaccio tignoso e pure ignorantello. Serenissima Venezia, ma pure San Marino.

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