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Roma, 20 feb – Volete un esempio del cortocircuito politicamente corretto? Leggete l’ultimo post su Facebook di Selvaggia Lucarelli. “Fabio Barsanti, consigliere comunale di Casa Pound a Lucca, condivide su fb un post e percula l’atleta neozelandese trans Lauren Hubbard, tra l’altro una che ha vinto due medaglie d’oro”, tuona indignata la Lucarelli. “Lui, il genio, scrive: ‘E dai donne! Allenatevi di più! Adesso sono cazzi vostri (o loro?)’. E gli amici e le amiche lo assecondano”.



Una sontuosa contraddizione neo-femminista. Se Robert Hughes leggesse l’uscita della Lucarelli, con tutta probabilità riscriverebbe da capo La cultura del piagnisteo. Perché il picco del progressismo obnubilato è stato raggiunto adesso, con un sol post su Facebook.

Fabio Barsanti replica a Selvaggia Lucarelli

“Invito la Lucarelli – dice Fabio Barsanti, al Primato Nazionale – a seguire di più il mio profilo, può trovarci commenti anche più ficcanti. Comunque il tema è serio: la ‘concorrenza sleale’ che le donne subiscono da parte dei transessuali. Persone che sono fisicamente uomini. Paradossalmente, le donne si trovano infine discriminate a casa loro. Non valgono più le vecchie sirene delle femministe: non sono le donne che vengono escluse dal mondo maschile, ma sono i trans che entrano nel mondo femminile, escludendole a casa loro. Un capolavoro di ingiustizia”.

Le reazioni al post della Lucarelli

Cosa, quest’ultima, evidenziata anche in molti commenti al post della Lucarelli.
Mi dispiace selvaggia, io sposo le tue cause da sempre ma in questo caso sono d’accordo sul fatto che questa storia è un problema serio”, scrive una fan. “A parte che era una battuta e se non si capisce veramente il politically correct ha fatto danni irreversibili. Affronta con sarcasmo un problema oggettivo che danneggia soprattutto le donne. Come si possa non comprenderlo mi perplime”, fa notare un’altra utente. E ancora: “Cara Selvaggia. L’ignoranza del tuo post è disarmante. Cioè oggi non sapevi cosa scrivere? Ma vorresti dire che è giusto che un uomo gareggi nella categoria femminile ? Un conto è il falso buonismo nel voler attaccare”.

Già, evidentemente la Lucarelli oltre a non aver centrato il punto, si è pure stizzita per un’uscita da lei arbitrariamente giudicata inaccettabile. Stigmatizzare i toni ironici è d’altronde tipico del tribalismo progressista, che ritiene di dover insegnare a tutti il modo “giusto” di fare le cose. Perché tutti devono necessariamente adeguarsi a certi desiderata.

Un problema già evidenziato dalle atlete

Ma la Lucarelli, sulla questione dei transgender nelle competizioni femminili, evidentemente non ha neppure letto le osservazioni di alcune celebri atlete. “E’ sicuramente ingiusto per le donne che devono competere contro persone che, biologicamente, sono ancora uomini. Sono felice di rivolgermi a una donna transgender in qualsiasi forma preferisca, ma non sarei felice di competere contro di lei”, fece notare Martina Navratilova. Alla quale fece eco Flavia Pennetta, affermando che i transgender “sono geneticamente diversi. Superiori fisicamente  Hanno più potenza. Va bene che vogliamo rendere il mondo aperto, vogliamo essere liberi in tanti aspetti. Ma esiste anche un ordine delle cose”.

Alessandro Della Guglia



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6 Commenti

  1. La colpa è delle stupide federazioni che permettono questi mix tra donne nate e donne diventate, senza tenere conto del vantaggio che deriva alle seconde dal portarsi in eredità una struttura scheletrica e una massa muscolare non propriamente femminili. Il bello è che poi invece a Pistorius veniva senza problemi contestato (e secondo me giustamente) di essere avvantaggiato dalle leggere e performanti protesi di carbonio. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Grande Gino!

  2. Questa “giornalista”, anche se non professionista, nella vita è stata fortunata: più scrive post demenziali, più trova qualche personaggio del variegato mondo della sinistra (Travaglio, il figlio di Mentana ecc.) che la mantiene: tutto questo alla faccia di tanti validi giovani disoccupati che invece hanno studiato giornalismo sul serio e, in un settore in crisi, non riescono a spuntare neppure un contratto precario. Il problema si pone soprattutto quando viene pagata con soldi pubblici, per esempio alla RAI dove deve alzare palette in un programma di ballo/danza e provocare sistematiche tele-risse con lo pseudo-VIP di turno.

  3. Sosteniamo Pistorius noi tutti narcocentometristi, narcobalestristi e narcomedievalisti.
    Tessera onoraria del MoViMento Sepoltuario.
    Le armi sono fatte per essere usate, pota. Pistorius-pistola uno di noi !!!i

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