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Roma, 21 lug – Slitta al 15 settembre il processo disciplinare per Luca Palamara e le altre toghe coinvolte nello scandalo delle nomine. Il rinvio dell’udienza del procedimento che vede incolpato davanti alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura l’ex boss della corrente dell’Associazione nazionale dei magistrati UniCost è stato deciso dal collegio della sezione presieduta dal laico della Lega Emanuele Basile. Lo slittamento arriva a seguito del legittimo impedimento chiesto dal difensore di Palamara, il magistrato di Cassazione Stefano Giaime Guizzi, e per procedere all’esame dell’istanza di ricusazione presentata per il togato Piercamillo Davigo, componente del collegio disciplinare, che è anche tra i testimoni chiamati da Palamara, e che però ha rifiutato di astenersi. La ricusazione quindi scatta perché sarebbe minacciata la garanzia di imparzialità e terzietà del giudizio da parte di Davigo, leader della corrente dell’Anm Autonomia e Indipendenza.

Tutto è nato in quell’incontro tra toghe e politici del Pd

Con Palamara, presente in aula davanti al Csm anche Cosimo Ferri, magistrato in aspettativa e deputato di Italia Viva. Accusati anche 5 ex togati del Csm, Luigi Spina, Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli. Tutti protagonisti, insieme con l’ex ministro Pd Luca Lotti, dell’incontro in un albergo romano, l’hotel Champagne, il 9 maggio dello scorso anno, in cui si discusse di nomine ai vertici di alcune importanti procure italiane, a partire da quella di Roma. L’episodio è emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta di Perugia grazie al telefono cellulare di Palamara scatenando la bufera che ha travolto Csm, Anm e la magistratura tutta.

Anche Ferri (Iv) ha presentato istanza di ricusazione

Rinvio al 15 settembre anche per Ferri. Come Palamara, pure il parlamentare renziano infatti ha presentato istanza di ricusazione per componenti del collegio, che dovrà essere esaminata. Il collegio della sezione disciplinare esaminerà sempre il 15 settembre anche la richiesta alla Camera dell’autorizzazione a utilizzare le intercettazioni a carico di Ferri (che all’epoca dei fatti era ancora nel Pd).

Rinvio pure per i 5 ex togati del Csm

Udienza rinviata anche per i 5 ex togati del Csm a processo. In aula erano presenti solo Morlini e Lepre, per gli altri c’erano i difensori. Il rinvio è stato deciso a causa dell’assenza, per impedimenti personali, del presidente titolare del collegio, il laico M5S Gigliotti. Insomma, vista la ricusazione di Palamara e Ferri si è fatto in modo che l’udienza fosse rinviata per tutti a dopo le vacanze estive.

Le accuse contro l’ex boss di UniCost e gli 6 magistrati

Come è noto, sono pesanti le accuse mosse dal pg della Cassazione, Giovanni Salvi (Magistratura democratica, oggi Area: le toghe rosse), contro Palamara e gli altri 6 magistrati a processo: “Comportamenti gravemente scorretti e inottemperanti ai doveri di riserbo”, una “strategia di discredito” messa in atto ai danni dei colleghi, “influenze occulte” e “interferenze” nell’attività del Csm sulle nomine.

Davigo: “Non ravviso alcun motivo di astensione”

Dal canto suo, Davigo in apertura dell’udienza disciplinare ha dichiarato: “Non ravviso alcun motivo di astensione”. Decisione che ha comportato lo slittamento del processo. Infatti, come abbiamo detto, la difesa di Palamara aveva chiesto al leader di A&I di astenersi dal far parte del collegio perché il suo nome è presente nella lista dei 133 testimoni chiamati ed essere ascoltati dall’ex boss di UniCost, dunque si sarebbe trovato nella condizione di teste e giudice nello stesso processo.

Adolfo Spezzaferro

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