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Arezzo, 28 giu – “Andrea Scanzi saltò la fila senza averne diritto ma ciò non costituisce reato“: la procura di Arezzo chiede l’archiviazione per la squallida vicenda della somministrazione del vaccino prima del tempo. Era il 19 marzo scorso all’hub vaccinale allestito al Centro Affari e Fiere della città toscana quando Scanzi si vaccinò senza averne diritto. Il caso sollevò polemiche e critiche con l’accusa al giornalista aretino di aver saltato la fila. Lui si giustificò dicendo che era “caregiver” dei genitori fragili.



“Scanzi saltò fila vaccino senza averne diritto”

Il caso si gonfiò tanto che, dopo le verifiche interne alla Asl, il 22 marzo la procura aprì le indagini, ora concluse. Ebbene, per il sostituto procuratore Marco Dioni all’epoca in cui avvenne la somministrazione, Scanzi non rientrava in alcuna categoria vaccinale – né per età né per particolari rischi di salute – e dunque non aveva diritto ad anticipare la dose. Tuttavia, dal punto di vista giuridico-legale, per la procura non si configura alcun reato. Pertanto la richiesta di archiviazione verrà inviata al giudice per le indagini preliminari.

Il pm Dioni aveva ipotizzato il reato di abuso d’ufficio, ma – dopo la riforma – questa fattispecie penale non è stata ravvisata al termine dell’indagine. Perché vi fosse il reato di abuso di ufficio, si spiega sempre dalla procura, Scanzi avrebbe dovuto violare una legge precisa. Violazione che per il pm però non si è verificata. Ora il gip dovrà decidere se archiviare o meno il caso.

Anzaldi (Iv): “Ora che farà la Rai?”

Resta comunque la deplorevole condotta dello Scanzi, di certo non proprio un cuor di leone, viste le carte false fatte per vaccinarsi prima del dovuto. “Il vaccino somministrato a lui è stato sottratto a che ne aveva maggiormente bisogno: ora che farà la Rai? Il comitato etico, che non si era pronunciato in attesa dei magistrati, finalmente batterà un colpo? Tornerà a riunirsi?”. A chiederlo è il deputato d’Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “E’ eticamente accettabile che una trasmissione Rai retribuisca come opinionista a pagamento chi si è macchiato di un comportamento assolutamente riprovevole come il salto della fila sui vaccini“, scrive Anzaldi su Facebook. Peraltro – fa presente il renziano – “in un momento in cui le dosi disponibili erano molto più ridotte rispetto a oggi e avevamo centinaia di morti al giorno?”.

“Vedremo cosa deciderà il giudice – prosegue Anzaldi – sulla richiesta di archiviazione, ma finora è emerso un punto chiaro e ben definito, evidente fin da subito: Scanzi non aveva alcun diritto a essere vaccinato prima dei suoi coetanei, non aveva alcun titolo per saltare la fila. Ora lo dice anche il pm. La Rai può fare finta di nulla? Davvero qualcuno pensa che per la prossima stagione Scanzi, come se nulla fosse, torni a fare l’opinionista fisso e stipendiato in prima serata, unico giornalista con questo privilegio tra quelli ospitati a Cartabianca su Rai3?”. 

Ludovica Colli



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