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Il trasporto di una delle salme
Il trasporto di una delle salme

Prato, 27 apr – “Partiamo il 2 marzo per la Bulgaria”, avevano detto agli amici Lucio Leonelli e Grazia Spessato, marito e moglie. Operaio cinquantenne lui, collaboratrice domestica di quarantasette anni lei, dietro quel finto viaggio la volontà di scomparire, di non farsi cercare, forse di nascondere la vergogna di non avercela fatta a onorare i debiti. Anzi, il debito: il mutuo, che gravava sulla loro casa e sulle loro vite soffocandoli una rata alla volta, fino a che non ce l’hanno più fatta e sono rimasti schiacciati dal peso delle rate e dalla paura di perdere la casa. Così la decisione drammatica, l’annuncio del finto viaggio in Bulgaria che inizia e finisce nella loro casa, nella disperazione delle loro menti, con una calibro 7,65. La pistola di Grazia – che faceva la guardia giurata, prima che la crisi cancellasse il suo lavoro – ma rinvenuta in pugno al marito.

I carabinieri li hanno poi trovati così, nel loro letto, nell’ultimo abbraccio mentre il Titanic della loro vita affondava contro il mutuo sulla casa. Una piccola e intensa poesia triste, una grande epopea degli italiani che non ce l’hanno fatta in questi anni di crisi così grotteschi. Se la sono tenuta ancora un mese la loro casa, il tempo trascorso da quando si sono uccisi a quando i vicini hanno iniziato a percepire l’odore dei cadaveri, quella presenza corporea che certifica l’assenza dello spirito. Grazia e Lucio, altri due caduti italiani di questa guerra economica non dichiarata.

Ettore Maltempo

2 Commenti

  1. Notizia triste che mi rattrista quando penso a questi fatti che purtroppo ai nostri giorni si sente troppo frequente,e le cause vanno cercate al neoliberismo abbracciato dai nostri cialtroni in parlamento in modo trasversale destra e sinistra specialmente.

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