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Roma, 2 mar – Brutte notizie per gli studenti per le famiglie: nel nuovo Dpcm scuole chiuse e didattica a distanza anche nelle zone gialle e arancione in base ai contagi. Il decreto del presidente del Consiglio è praticamente pronto, manca solo l’ultimo confronto tra governo e regioni e poi la firma di Mario Draghi. E sul fronte scuola, dopo lo scontro tra chi chiedeva la linea del rigore e chi di tenere i ragazzi in classe il più possibile, passa la linea del Comitato tecnico-scientifico. Quella del rigore.



Scuole chiuse nelle regioni gialle e arancioni con più di 250 casi ogni 100 mila abitanti

La cabina di regia riunita a Palazzo Chigi accoglie il tanto discusso parametro proposto dal Cts: le regioni gialle e arancioni che hanno oltre 250 casi di Covid ogni 100 mila abitanti per almeno sette giorni di fila devono chiudere le scuole e mandare a casa gli studenti. Didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado anche nelle regioni rosse. Il provvedimento può scattare anche solo per province o comuni, non necessariamente per una intera regione. Decideranno gli amministratori locali. Oltre al premier, hanno preso parte alla riunione, con i rappresentanti del Cts Miozzo e Locatelli, i ministri Roberto Speranza (Salute), Maria Stella Gelmini (Affari regionali), Daniele Franco (Economia), Patrizio Bianchi (Istruzione), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Dario Franceschini (Beni culturali), Stefano Patuanelli (Politiche agricole), Elena Bonetti (Famiglia).

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Prevale la linea dura chiesta dai governatori, Zaia in testa

Salvo contrordini dell’ultima ora, sembra dunque prevalere la linea avanzata da diversi governatori, a partire dal veneto Luca Zaia, per imprimere un giro di vite alla scuola, con nuove chiusure anche fuori dalle aree rosse. Il ministro Bianchi dal canto suo chiedeva che laddove fossero aperti negozi e esercizi commerciali dovessero a rigor di logica restare aperte anche le scuole. Ma alla fine ha prevalso la linea dura. Infine, una novità rispetto ai Dpcm del Conte bisv(oltre alla mazzata sulle scuole): nessuna conferenza stampa di Draghi. Palazzo Chigi, a quanto si apprende, si limiterà a diffondere una nota sulle misure anti-Covid adottate.

Adolfo Spezzaferro

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