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Milano, 17 dic – Ennesimo caso di aggressione di personale di stazione dei mezzi di trasporto pubblico da parte di un immigranto, in questo caso un senegalese senza biglietto. Il solito senegalese che fermato durante un normale controllo dei titoli di viaggio da parte di alcuni controllori è esploso in una furia di rabbia e di violenza, scagliandosi con inaudita ferocia contro personale della Polizia di Stato intervenuto per sedare la micidiale furia dell’immigrato. Lo riferisce MilanoToday.



Tutto si svolge nel pomeriggio di mercoledì, nella metropolitana Duomo, a Milano, verso le ore 18:30 quando il senegalese appena sceso da un vagone della metro M3 si incammina verso l’uscita, dove si imbatte nei controllori ATM che gli chiedono il biglietto. Qui, l’immigrato evidentemente non intenzionato a farsi multare prima si è divincolato, ha saltato i tornelli e poi non pago ha aggredito con violenza i controllori, colpendoli con ripetuti pugni, calci e non pago anche con lo zainetto che portava in spalla e che conteneva ben cinque cellulari. A questo punto sono intervenuti anche alcuni vigilantes e una pattuglia della Polmetro che non senza difficoltà sono riusciti a immobilizzarlo e ad ammanettarlo.

Senegalese senza biglietto manda tutti al pronto soccorso

Davvero pesante il bilancio della giornata: il poliziotto, agente scelto della polizia di Stato, di 40 anni, è finito al Policlinico mentre due dipendenti ATM, rispettivamente di 52 e 34 anni, hanno trovato posto alla clinica Città Studi e infine un loro terzo collega di 33 anni si è rivolto al Pronto Soccorso del Policlinico. Pesanti le prognosi, specie per i dipendenti ATM che hanno riportato serie ferite al volto e in testa.

Il ventiduenne immigrato è invece finito in cella, dovendo rispondere delle accuse di minaccia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, mentre sono in corso accertamenti per comprendere la provenienza dei numerosi cellulari che aveva con sé.

La risposta di Atm

Dura la reazione da parte dei sindacati di Atm, il cui coordinamento RSU ha rilasciato un comunicato nel quale i sindacalisti si sono detti «sconcertati dagli episodi di follia avvenuti ai danni dei lavoratori, colpevoli solo di aver fatto in maniera zelante il proprio dovere. La sicurezza – hanno quindi concluso i sindacalisti – è un atto imprescindibile che le istituzioni devono garantire mettendo in campo ogni azione possibile a garanzia dei cittadini e di chi è impegnato in prima linea durante il proprio lavoro».

Cristina Gauri



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6 Commenti

  1. spianargli le costole proprio no,eh?
    una volta questa feccia prendeva tante di quelle legnate in camera di sicurezza
    che ci pensava bene,prima di alzare le mani ancora.

    MA PORCACCIO DI QUEL MONDO,

    MA VOLETE DECIDERVI A REPRIMERE IL CRIMINE?

    – buttarli fuori a pedate dal nostro paese,no.

    – multe non ne pagano MAI,

    – in galera non ce li volete mettere (e tanto meno tenere)

    – riempirli di legnate in fase di arresto nemmeno,

    – spianarli in camera di sicurezza neppure:

    dico…
    COME DIAVOLO PENSATE DI MANTENERE UN MINIMO DI ORDINE E DI CIVILTA’
    IN ITALIA?

    ma volete decidervi a fare il vostro mestiere?

    o dovremo fare come in africa con i criminali?

    PRIMA li linciamo finchè non vediamo le budelle,e
    POI chiamiamo la polizia?

    magari dopo avergli fatto un bel collarino africano?

    E’ QUESTO CHE VOLETE?
    perchè ci arrivedremo e anche presto,se andiamo avanti in questo modo.

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