Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 3 dic – Reggio Emilia ha negato una via a Norma Cossetto, studentessa istriana torturata, violentata e buttata ancora viva in una foiba dai partigiani jugoslavi. Norma Cossetto fu oltretutto insignita della medaglia d’oro al valor civile nel 2005, dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Tutto questo non è stato sufficiente al Comune per intitolarle una strada, perché la commissione toponomastica ha bloccato la delibera del consiglio comunale. Quest’ultimo aveva infatti approvato lo scorso settembre (con il voto contrario di LeU e l’astensione del Pd) una mozione che impegnava il sindaco e la giunta a intitolare un luogo oppure una via alla studentessa istriana.

Norma Cossetto, storia valutata dalla… commissione toponomastica

Il mese successivo però la commissione toponomastica ha avuto l’ardire di mettere in discussione le circostanze della morte di Norma Cossetto, sollevando addirittura il dubbio che la presidenza della Repubblica abbia fatto “un’istruttoria approfondita” per l’assegnazione della medaglia d’oro. E ha disposto così “la sospensione di ogni parere in attesa di formalizzare la richiesta alla Presidenza della Repubblica, e di ricevere da quest’ultima risposta”, si legge nel verbale della commissione toponomastica, che tra l’altro in quanto tale dovrebbe effettuare una mera valutazione tecnica per individuare il luogo in cui collocare la targa. Come se non bastasse la stessa commissione ha pensato bene di interpellare tal Massimo Storchi, rappresentante dell’Istituto Istoreco – ovvero un istituto per la storia della resistenza di Reggio Emilia -, che ha straparlato di mancanza di notizie storiche certe e verificate riguardanti la cattura e l’uccisione di Norma Cossetto. Secondo Storchi “esistono solo fonti verbali circa l’accaduto tutte provenienti da un un’unica fonte, la famiglia”.

L’appello del comitato 10 febbraio

Come sottolineato da Emanuele Merlino, presidente del comitato 10 febbraio, “le dichiarazioni del dottor Storchi sembrano voler suggerire che la famiglia Cossetto abbia, per motivazioni politiche, strumentalizzato o forse inventato le circostanze della morte di Norma Cossetto. O, addirittura, che le idee politiche della famiglia di Norma, vere o presunte che siano, possano giustificare l’orrendo e ripugnante crimine. D’altro canto – dice Merlino – è ancora più grave mettere in dubbio e svilire la decisione del consiglio comunale”.

Il cadavere di Norma Cossetto – dice ancora Merlino – venne recuperato dall’interno di una foiba dai vigili del fuoco italiani. Era stata sequestrata, stuprata e orrendamente seviziata dai partigiani comunisti di Tito che infoibavano gli italiani per cancellarne la vita, la presenza, il futuro e attuare quella che il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito “una vera e propria pulizia etnica”. Il comitato 10 febbraio chiede adesso “al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo consiliari di far rispettare la decisione della massima assise cittadina. Inoltre, chiediamo all’Istoreco se condivide le posizioni del suo rappresentante nella commissione toponomastica. Infine, è da segnalare che ai lavori della commissione ha partecipato l’assessore Lanfranco De Franco, appartenente a LEU, l’unico partito ad aver votato contro in consiglio comunale”.

Diana Cossetto: “Chi deve testimoniare? Gli stupratori?

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: “E’ pazzesco, aberrante, fuori dal mondo vedere ancora che c’è chi nega i terribili omicidi compiuti dai partigiani comunisti di Tito nei confronti di persone che avevano la sola colpa di essere italiane, come la povera Norma Cossetto, violentata da delle bestie prima di essere gettata in una foiba con i polsi legati ed i seni pugnalati”.

Diana Cossetto, cugina di Norma, ha poi scritto su Facebook: “Viene contestato che le uniche fonti verbali arrivano dalla famiglia: forse ci si scorda che la famiglia in questo caso è la parte lesa, la parte offesa. Da chi avrebbero dovuto arrivare le fonti? Dagli stupratori? Dagli infoibatori? Dagli assassini? E chi conosce a fondo la storia di Norma, sa che esistono anche altre fonti verbali”.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta