Roma, 23 ott – Avete ancora dubbi sulle differenti modalità in cui a Roma si affrontano le occupazioni a scopo abitativo e come i trattamenti siano diversi a seconda del colore politico che le contraddistingue? Grazie a questo video, pubblicato in esclusiva su Adnkronos e che vede ritratti Marco Miccoli e Luca Fagiano, non avrete più incertezze.

Amici di “Tarzan” e lotta per la casa

Miccoli è un ex deputato del Partito Democratico che attualmente “milita” nella segreteria politica del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Anni fa Miccoli fu al centro di una indagine della procura insieme al suo amico Andrea Alzetta, per il pubblico Tarzan, veterano di Action movimento di sinistra dedito all’occupazione di stabili. L’inchiesta riguardava l’accusa di occupazione arbitraria nell’ex cinema Palazzo occupato. Fagiano, invece, è uno dei leader del Coordinamento cittadino di lotta per la casa – organizzazione, anch’essa, appartenente alla galassia della sinistra romana.

“Sgomberi? CasaPound si, voi no”

Nel video è possibile sentire Miccoli dichiarare: “Non si farà mai uno sgombero con le modalità con cui li avete visti fino ad oggi. Gli sgomberi non esistono”. “Con altre modalità sì?” domanda Fagiano. “No, gli sgomberi si fanno… a quelli di CasaPound, se ci riusciamo, non a quelli vostri”. Teatro dello scambio surreale è una manifestazione che si è tenuta il 16 ottobre scorso a Roma, ove i Movimenti per la casa hanno manifestato davanti alla sede del Partito Democratico di via Sant’Andrea delle Fratte richiedendo a gran voce un incontro con Nicola Zingaretti. “Qui non si cambia d’aria, si campa di soluzioni concrete che vanno trovate. Dobbiamo scongiurare lo sgombero di Caravaggio e di tutti gli altri palazzi occupati e dare una prospettiva che sia rispettosa dei diritti dell’umanità” insiste Fagiano. Lo stabile di piazzale del Caravaggio, nella zona di Tor Marancia a Roma, è uno dei prossimi allo sgombero, come fa notare uno dei protestanti presenti.

“La discriminante antifascista”

“Ho risposto a chi mi chiedeva se avremmo fatto degli sgomberi” ha rivendicato Miccoli, interrogato da Adnkronos sul video. “Ho detto che non siamo per sgomberare, noi siamo per sgomberare CasaPound, non i posti dove ci sono le famiglie. La differenza è che mentre in questo tipo di occupazioni c’è l’intenzione di risolvere il problema, a CasaPound non c’è la volontà di trovare una soluzione alternativa, vogliono tenersi la sede”. Ma posto che anche in CasaPound vivono delle famiglie, cosa che Miccoli ignora o finge di ignorare, la sua impostazione è squisitamente politica: “La discriminante antifascista è determinante: il tema vero è che un’organizzazione che si richiama al fascismo non può occupare uno stabile pubblico e fare attività che a quell’ideologia si rifanno”.

Iannone (Cpi): “Due pesi e due misure”

Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, replica alle affermazioni di Miccoli, ponendo sul piatto la questione della disparità di trattamento di fronte a casi di emergenza abitativa: “E’ la prova provata di come funzionano gli sgomberi e le occupazioni a Roma, anche perché negli ultimi mesi si è parlato esclusivamente del danno erariale di CasaPound, dell’occupazione abusiva di CasaPound. Addirittura il sindaco ha detto che abbiamo occupato un immobile di prestigio al centro di Roma, quando a un chilometro linea d’aria, per lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, si è scomodato addirittura l’elemosiniere del Papa per riattaccare la corrente“. Era solo luglio, ricordiamo, quando il sindaco Virginia Raggi si “scomodò” arrivando a citofonare al portone di via Napoleone III esibendosi in una ridicola passerella mediatica. “Due pesi e due misure, poi la faccia di tosta perché mentre a loro riattaccavano la luce e davano rassicurazioni, annunciavano lo sgombero di CasaPound: un atteggiamento schizofrenico che dimostra ancora una volta come funziona la legge a Roma”.

Ilaria Paoletti

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