Home » “Siamo empatici e vulnerabili”. Il decalogo delle sardine sembra scritto dai teletubbies

“Siamo empatici e vulnerabili”. Il decalogo delle sardine sembra scritto dai teletubbies

by Cristina Gauri
12 comments
sardine teletubbies

Roma, 11 dic – Che non si dica più che le sardine non hanno una direzione, idee o basi culturali: è arrivato il decalogo delle sardine, ovvero dieci regole alle quali i leader del movimento dovranno sottostare il 14 dicembre a Roma, data designata per il Sardina day – quando cioè tutti i pescetti d’Italia si ritroveranno nella Capitale contro l’opposizione e a fedele mantenimento dello status quo

Gli Stati generali delle sardine

Il giorno dopo, come rivela Open, 150 referenti sul territorio italiano si riuniranno per darsi – alla buon’ora! – omogeneità d’intenti e un’organizzazione. «L’idea è che gli organizzatori locali portino avanti nei propri territori i valori e il programma che decideremo – ha detto Santori a Open -. Io mi concentrerò sull’Emilia-Romagna, dove il 26 gennaio c’è un appuntamento importante per le sardine». Cioè le Regionali.

La mappa dei valori

Il decalogo, chiamato Mappa dei valori, è stato diffuso da stamattina 11 dicembre ed è un piccolo capolavoro di impalpabile nientismo mucciniano, una auto-satira involontaria che sembra sia stata vergata da dei teletubbies: volevano fare chiarezza e “darsi una direzione”, ma questa “mappa” è un cartello che porta dritto in un baratro nebbioso di nulla. Un amalgama di vuoto pneumatico in cui la fa da padrone il populismo in salsa sinistroide – destinato a soppiantare un grillismo ormai sulla via del tramonto – per cui bisogna “cambiare l’inerzia di una retorica populista” utilizzando “arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto“, salvo poi stabilire che “La testa viene prima della pancia“, aggiustando il tiro nella stessa frase spiegando “le emozioni vanno allineate al pensiero critico”. Siamo proprio sicuri che venga prima il cervello dello stomaco? Il punto 8 ci viene in soccorso entrando un’altra volta in contraddizione e parlando di emozioni: “Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici”, Tranne coi leghisti, ovviamente. Emozioni che rispuntano nella regola numero 9: “Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo“. Non manca l’accento retorico e utopistico sulla partecipazione: “Protagonista è la piazza, non gli organizzatori”. Una sorta di inno alla disintermediazione. “Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza”, recita il punto 6. Tranne le bandiere della tecnocrazia Ue – quelle, alle sardine, piacciono tantissimo. Menzione d’onore per il punto 10 che è la sfacciata parafrasi della frase finale pronunciata da Sylvester Stallone in Rocky IV: “Se io posso cambiare, e voi potete cambiare… tutto il mondo può cambiare!” che qui diventa “Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare”. Li avranno pagati i diritti alla Metro Goldwyn Mayer?

  1. I numeri valgono più della propaganda e delle fake news;
  2. E’ possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto; 
  3. La testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico;
  4. Le persone vengono prima degli account social. Perché? Perché sappiamo di essere persone reali, con facoltà di pensiero e azione. La piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare;
  5. Protagonista è la piazza, non gli organizzatori. Crediamo nella partecipazione;
  6. Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza. Siamo inclusivi;
  7. Non siamo soli, ma parte di relazioni umane;
  8. Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici;
  9. Le azioni mosse da interessi sono rispettabili, quelle fondate su gratuità e generosità degne di ammirazione. Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma rivoluzionario;
  10. Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio

Cristina Gauri

You may also like

12 comments

blackwater 11 Dicembre 2019 - 4:08

ADRIANAAAAA….

Reply
Jos 11 Dicembre 2019 - 4:41

…Biancaneve e i settemila nanetti in piazza..

Reply
Nuccio Viglietti 11 Dicembre 2019 - 6:19

Ma chi sono?…le giovani marmotte…??…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

Reply
CN250 11 Dicembre 2019 - 6:28

Scusate ma dopo i nuovi 10 comandamenti ho poco da dire. … ma davvero siete così deficientemente sinistrati? ? Cazzo tutte le tasse che ho pagato per farvi studiate devo sentire tutte ste cazzate? ? Ma fatemi il piacere e mettetevi sotto sale e non rompete er cazzo deficienti. Se davvero c’era un problema di fascismo lo avremmo risolto tutte le sardine all’affumicatore di Auschwitz .quindi poveri dementi sperate di essere equiparati alle scimmie africane?? Non ne passano di abbronzaturè, però mentre vi preoccupate delle scimmie dei bacarozzo ve lo stanno mettendo ar kulo e voi siete contenti. Pensare che Salvini è il problema ,è il vostro problema!! Date retta a dei sinistrati diera che hanno al posto del cervello del grasso di maiale. Sardine albanesi africane bosniache??a a casa vostra se rompete osi er cazzo che vi fanno? Vi fanno sparire perché siete esseri inutili. In pratica Z E K K E

Reply
Riccardo 12 Dicembre 2019 - 12:34

Veda, è proprio il fatto che abbiamo studiato che ci permette di non avere una visione razzista e xenofoba del mondo. Dovrebbe provare, sa?

Reply
darikko 11 Dicembre 2019 - 6:39

Per rimanere in sintonia, suggerisco ai pescini di aggiungere: 11. Le stagioni sono quattro: primavera, estate, autunno ed inverno. 12. Le suddette stagioni sono soltanto intere: le mezze stagioni, per colpa o non per colpa dei cambiamenti climatici, non ci sono più. 13. Vivere con due pensioni è meglio che tirare avanti con una sola. 14. La mamma è sempre la mamma. 15. Roma è la capitale d’Italia. 16. Paese che vai, usanza che trovi. 17. Venezia è splendida, ma non ci vivrei.
Con queste minime aggiunte il loro decalogo acquisterà la dignità di eccellente trattato di dottrina politica a tutti gli effetti. O forse no?

Reply
Riccardo 12 Dicembre 2019 - 12:32

Mi viene da pensare che lei non abbia capito nemmeno uno dei nostri punti.
Prima di criticare o sminuire, si prodighi a capire di cosa sta parlando, grazie.

Reply
Lou 11 Dicembre 2019 - 8:02

Certo che chi sostiene degli ideali non rivoluzionari senza palesare interessi risulta incomprensibile alla casta, ai sostenitori vari, ai giornalisti prezzolati e a chi non ę più abituato ad usare la propria testa, ma prefesce gli slogan dei vari furbetti che profileranno nel nostro mondo mediatico. Preferisco dire di no ai venditori degli elisir di lunga vita, dico no a chi vuole convincerci che bisogna essere tutti furbi e che vuole farci credere che i debiti si pagano con altri debiti.

Reply
DANIELE ZANETTI 11 Dicembre 2019 - 11:59

Penso non ci sia molto da commentare……. Veramente c’è il nulla!!!

Reply
Sergio Pacillo 12 Dicembre 2019 - 8:03

Cara sardina parti da 10).
Una sardina come può pensare di poter cambiare con il suo piccolissimo cervello, se ha difficoltà a pensare ?
Se veramente riesci a pensare di poter cambiare, forse non sei una sardina.

Reply
Riccardo 12 Dicembre 2019 - 12:29

Vedo offese al suo avversario, senza però un minimo di fondamento o argomentazione.
E poi quelle col cervello piccolo sarebbero le sardine (?).

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati