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Smart working e mercato immobiliare: quali sono i cambiamenti?

by La Redazione
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Lo smart working è ormai sempre più diffuso in Italia e non c’è nulla di cui sorprendersi. Per fare fronte all’emergenza sanitaria che ha sconvolto il nostro Paese nell’ultimo anno, infatti, il lavoro agile si è rivelato una risorsa fondamentale. Così, sempre più dipendenti portano avanti le proprie mansioni direttamente da casa propria, evitando di recarsi personalmente in azienda e se in un primo momento le difficoltà sono state molte, adesso i più sembrano essersi perfettamente adattati a questa nuova modalità di lavoro.

Lo smart working tuttavia sta avendo un impatto significativo anche sul mercato immobiliare, che deve oggi fare i conti con nuove esigenze, completamente differenti rispetto agli scorsi anni. Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato ed è ormai piuttosto evidente: basta dare un’occhiata agli annunci delle case in vendita per avere un immediato riscontro sulla nuova realtà che si è venuta a creare. Visita Tecnocasa: nel portale potrai notare come la stessa offerta sia del tutto differente.

Aumenta la domanda di immobili fuori dalla città

Se fino all’anno scorso la domanda di immobili ad uso abitativo nel centro storico cittadino era altissima, oggi le cose sono cambiate in modo notevole. Complice infatti lo smart working, diverse famiglie cercano casa in periferia o comunque lontano dalla città perché non hanno più bisogno di vivere nelle immediate vicinanze del luogo di lavoro. Grazie allo smart working ci si può permettere di portare avanti il proprio impiego da qualsiasi luogo e in moltissimi preferiscono vivere in campagna o in altre zone più tranquille.

La diretta conseguenza di ciò, anche se dovrà passare ancora qualche mese prima di averne un effettivo riscontro, sarà un calo dei prezzi degli immobili che prima erano considerati più prestigiosi. Quegli appartamenti, cioè, che si trovano in centro e che fino all’anno scorso erano tra i più ambiti in assoluto. Di contro, rischiano di alzarsi invece i costi degli immobili ubicati in contesti rurali, perché più aumenta la domanda e più cala l’offerta.

Le famiglie cercano case più grandi con spazi all’aperto

Le esigenze delle famiglie, dopo il Covid, sono cambiate e questo è ormai evidente in tutta Italia. In molti durante la quarantena si sono accorti di non avere abbastanza spazio a disposizione in casa e di aver bisogno di uno spazio all’aperto: se non il giardino, almeno un balcone o un terrazzo. Queste necessità si sono enfatizzate ulteriormente con lo smart working, perché per lavorare da casa bisogna avere uno spazio dedicato e dunque un appartamento più grande.

Ecco che dunque le villette o gli appartamenti di ampia metratura sono diventati sempre più gettonati: la domanda è aumentata in modo significativo negli ultimi mesi e la tendenza sembra rimarrà invariata almeno fino a metà 2021. Ciò implicherà un aumento dei costi per queste tipologie di immobili, mentre monolocali e bilocali potrebbero deprezzarsi.

La crisi degli immobili ad uso ufficio

Con la diffusione dello smart working è inevitabile che calerà drasticamente la domanda di immobili da destinare ad ufficio, visto che si può rimanere in casa propria.

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