Roma, 20 gen — Ancora orrori da burocrazia pandemica: processata come il peggiore dei criminali per aver soccorso un motociclista vittima di un incidente mentre era in isolamento per positività al Covid. E’ successo a Maristella Scarmignan, 56enne di Ospedaletto Euganeo (Padova) che si è vista arrivare una condanna a due mesi di arresto — pena poi sostituita da una multa di 4.500 euro. Secondo i carabinieri che l’hanno denunciata, la donna avrebbe dovuto limitarsi a chiamare i soccorsi, senza precipitarsi in strada per capire l’entità dei danni subiti dal conducente. Con tanti saluti all’omissione di soccorso.

Soccorre un motociclista, condannata a due mesi

Secondo quanto riportato dal Mattino di Padova, i fatti sono avvenuti il 23 aprile 2020, in pieno lockdown. Intorno alle 14 la donna aveva udito un forte botto: preoccupata, era uscita di casa ritrovandosi di fronte un uomo, un motociclista 44enne che aveva perso il controllo del veicolo in seguito a un urto con un segnale stradale, era stato sbalzato sull’asfalto finendo dentro a un fossato. 

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«Sono corsa fuori di casa e ho visto un fumo pazzesco. Vedevo la moto in mezzo alla strada ma non scorgevo il motociclista. Ho raggiunto il fossato e l’ho visto a terra, dolorante e in difficoltà. Ho temuto il peggio e quindi l’ho soccorso: voleva alzarsi, ma in quelle condizioni sarebbe stato deleterio mettersi in piedi», è la testimonianza della donna al quotidiano.  Successivamente erano intervenuti sul posto polizia e carabinieri, allertati dalla signora Maristella Stessa.

Le denunce

All’arrivo dei militari, la scoperta: Maristella era in quarantena, sebbene negativa al Covid e in attesa del secondo tampone di conferma. Gli zelanti tutori dell’ordine hanno quindi fatto scattare la doppia denuncia: la prima per violazione della quarantena, la seconda per mancata indicazione della propria identità personale — e inizialmente si era rifiutata di fornire i propri documenti. «A nulla è valso il buonsenso e il mio invito a valutare la situazione, a maggior ragione visto che avevo da poco ottenuto un tampone negativo» e stava attendendo di poter eseguire il secondo. Insomma, La 56enne avrebbe dovuto lasciare il motociclista dov’era. Ubi Covid…

Qualche giorno fa è arrivata la notifica dal Tribunale di Rovigo: «Condanna a 4 mesi di arresto, ridotta a 2 mesi con il rito alternativo e sostituita da una multa di 4.500 euro». Maristella, fa sapere, si opporrà. «Io, casalinga senza alcun precedente, mi ritrovo con la fedina penale sporca solo per aver aiutato una persona: è indegno. Dovevo forse lasciarlo ferito in strada? Di fronte a una persona che sta male e a un’urgenza del genere, c’è poco da ragionare. E badate bene, avevo un tampone negativo fatto poco prima”, ha concluso.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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