Roma, 18 feb — Togliere tutti i divieti, da subito, come del resto si fa in tutta Europa mentre noi stiamo a guardare, impantanati in un dedalo infinito di restrizioni e atrocità burocratiche di nessuna utilità sanitaria: lo pensa un rinsavito Crisanti intervistato oggi dal Giornale. «Viviamo una fase in cui la popolazione ha la massima copertura vaccinale. Più tardiamo questa misura e meno dura la protezione collettiva».

Crisanti: rinviare le aperture è pericoloso dal punto di vista sanitario 

Togliere le misure anti-Covid in questo momento, secondo il professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova rappresenterebbe una soluzione utile dal punto di vista sanitario: bisogna approfittare ora della drastica discesa del virus. «Ora abbiamo la curva dei contagi in picchiata e milioni di immunizzati il cui livello di protezione, ora altissimo, decade con il tempo. Quindi è il momento giusto per avere il coraggio di dire basta alle restrizioni. Rinviando le riaperture di due mesi, passano altri 60 giorni dall’infezione o dalla vaccinazione e le persone sono meno protette».

Abbiamo il controllo della malattia: basta accanirsi sui non vaccinati

«Attualmente, a mio avviso, abbiamo raggiunto il controllo della malattia», grazie alla vaccinazione di massa, ma è impossibile ottenere il 100% di copertura. «Nessuno può ambire ad ottenere questo risultato, neppure con il morbillo ci siamo riusciti. Ma a questo punto gli over 50 non vaccinati», quelli che, a conti fatti, in un hub non entreranno mai, «ce li dobbiamo dimenticare. Sono irrecuperabili. L’obbligo è stata una decisione politica», prosegue, «deciso per evitare l’affollamento delle terapie intensive nel momento del maggior picco, invece andava introdotto molti mesi fa. Ora è del tutto inutile, l’impatto sulla platea degli irriducibili o degli scettici è nullo».

Sul versante dell’addio alle restrizioni, Crisanti propone di togliere la mascherina a scuola, «tanto la maggior parte dei ragazzi o è vaccinato o si è infettato. Comunque, per un problema di responsabilità, serve poco per verificare la situazione reale: basta fare a campione un’analisi di siero prevalenza in ogni scuola per vedere come ha viaggiato il virus e quanti studenti sono immunizzati».

Circoscrivere i fragili

E’ ora di pensare, ripete il professore, alle persone che vanno a ingrossare le schiere dei morti di Covid: «fragili, ultraottantenni, immunocompromessi, coloro che assumono farmaci tumorali: ed è a questa categoria, circa 6-7 milioni di persone, che va rivolta ora l’attenzione della sanità pubblica e dello Stato, non ai No Vax». Ma la vaccinazione, arrivata ormai alla quarta dose, non può essere l’unica soluzione. Servono, secondo Crisanti, «altre misure di supporto» per «proteggerli fino a che questo virus continuerà a circolare. Quindi, per tutti coloro che hanno diritto alla legge 104 servono sostegni per tamponi molecolari e per assumere badanti». Mentre le persone fragili con lavoro «vanno agevolate in ogni modo, aggiornando la legge sul lavoro agile. Insomma, quando è possibile, è meglio che lavorino da casa per evitare spiacevoli incontri con il virus che sugli immunodepressi non funziona in modo efficace».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. I 160 mila morti da Covid di cui parlano ogni giorno sono completamente falsi dato che l’età media dei morti è sugli 80 anni(aspettativa media di vita in Italia!) e molti erano solo positivi (anche ad un test pcr molecolare ritirato negli USA a fine 2021) e senza sintomi (un tempo definiti portatori sani!) con altre patologie vera causa della morte.In Italia da sempre si hanno sulle 20 mila morti da patologie infettive respiratorie nel periodo invernale e non ci siamo discostati da questo nella realtà dei fatti.Il resto dei morti sono serviti per terrorizzare ed ingannare gli italiani

    Lo stesso Crisanti ha ricordato che dato che quasi tutti i pazienti Covid muoiono in terapia intensiva siamo a circa 40 morti al giorno da covid anziche’ 300 come dicono mentendo.Il calcolo è semplice ; su 1600 persone in media in Italia con covid in terapia intensiva la metà muore(800 muoiono).Ma essendo la durata media di permanenza di un paziente in terapia intensiva di 20 gg ne muoiono in media 40 al giorno(800 morti/20 giorni=40).

  2. Ah ah fumo negli occhi… lucciole per lanterna… non è tutto oro quel che luccica!… altra manipolazione di masse per far credere che “un ripetitore” della propaganda del regime e per la negazione delle libertà civili, sociali, economiche e lavoro…. ora faccia finta di adirarsi, di protestare! ma secondo me carta canta caro Cri e secondo me il Crisanti non conta un clacson!… Prima le difendeva a spada tratta come l’avvocato delle cause perse… diavolo di misure anti democratiche spacciate come la nuova diaspora “paradiso della salvezza” o come la manna dal cielo… Oggi improvvisamente con un intervistina del Caucaso vuole abiurare ste misure… mo’ finge di indignarsi ah ah

    https://telegra.ph/La-Pandemia-durera-oltre-il-2030-02-19

    By Manlio Amelio e Carta Canta…

Commenta