Roma, 29 mar – Passata la Dad, gli studenti delle superiori tornano a ad essere somari (e a far spendere soldi ai genitori per le ripetizioni). Al termine del primo quadrimestre quasi due su cinque non hanno raggiunto la sufficienza in almeno una materia. Nel complesso, uno studente su sette ha collezionato almeno tre insufficienze. Insomma, i voti tornano all’era pre pandemia, con i prof che non si fanno (giustamente) problemi a infliggere insufficienze a chi se le merita. A segnalarlo è una ricerca condotta da Skuola.net | Ripetizioni.it – piattaforma per le lezioni private online e in presenza – su un campione di 2.600 studenti di licei, istituti tecnici e professionali.

Pioggia di insufficienze alle superiori: chiusa la parentesi di indulgenza da Dad e pandemia

Negli ultimi anni gli studenti delle superiori hanno mostrato un rendimento via via peggiore, ma la Dad e la pandemia sono stati una parentesi. Ora si è tornati alla normalità: in cui spiccano appunto i tanti somari. A ulteriore conferma che negli ultimi mesi i prof sono tornati a far fioccare le insufficienze è che per quasi la metà degli studenti (45%) le lacune si sono manifestate proprio da settembre ad oggi. Inoltre per un altro 27% si tratta di difficoltà che risalgono a prima della pandemia. Alla fine, dunque, meno di un terzo (29%) sostiene che le lacune presenti sono da imputare alla didattica a distanza.

Boom di ripetizioni

Gli istituti scolastici corrono ai ripari, offrendo corsi di recupero per chi ne avesse bisogno. Tuttavia, la metà degli studenti interessati ha preferito declinare l’invito. Perché i genitori preoccupati vista la mala parata ricorrono alle ripetizioni. Tra chi ha avuto brutti voti in pagella, la maggioranza (39%) si è affidata a un docente privato per tamponare la situazione. Peraltro c’è chi lo ha fatto anche prima che arrivasse la pagella (26%). C’è chi ha iniziato subito dopo i votacci o lo farà a breve (6%) e chi si è fatto affiancare ma ha smesso dopo aver raddrizzato la situazione (7%). A questi, inoltre, vanno aggiunti quelli (27%) che hanno preferito farsi aiutare da parenti o conoscenti, facendo risparmiare soldi ai genitori.

Esiste poi il caso di studenti magari apprensivi (o con genitori apprensivi) che ricorrono alle ripetizioni anche se non vanno male. Infatti dalla ricerca emerge che anche tra chi ha superato indenne il primo quadrimestre, uno su sei prende comunque lezioni private. Magari perché punta a voti più alti.

In media le lezioni private costano 400 euro a famiglia

Quello delle ripetizioni è un vero e proprio giro d’affari. Almeno stando a quanto raccontano gli studenti, quest’anno la stima di spesa per ogni famiglia si aggira mediamente sui 400 euro. Anche se i budget investiti variano molto. Il 16% dichiara una spesa annua stimata inferiore ai 100 euro, il 50% una somma compresa tra i 100 e i 400 euro, infine il restante 34% supera di gran lunga la media, con picchi che possono superare persino i duemila euro.

Passata la pandemia, anche le ripetizioni non sono più in Dad ma in presenza. Il 65% degli intervistati ha ospitato il docente o si è recato a casa del prof, il 14% ha alternato questa modalità con sessioni online. Per per il restante 21% invece le lezioni private sono state solo online.

Matematica, la bestia nera per la stragrande maggioranza degli studenti

Se andiamo a vedere quali sono la materie in cui zoppicano di più gli studenti, al primo posto regna incontrastata la matematica. Bestia nera per i due terzi (65%) dei ragazzi che di recente hanno fatto ricorso alle ripetizioni. Seguono le altre materie scientifiche, messe nella lista dal 34% degli intervistati. Terzo posto per le lingue antiche (latino e greco), per le quali ha chiesto supporto il 28% degli alunni. Infine le lingue straniere, rinfrescate dal 22% sul totale di chi prende lezioni private.

“Uno studente delle superiori su quattro costretto a ricorrere alle ripetizioni”

“Il ricorso alle ripetizioni private non è un lusso per pochi, ma una spesa a cui quest’anno, perlomeno alle scuole superiori, è stato costretto a ricorrere uno studente su quattro – sottolinea Marco Sbardella, responsabile di Skuola.net | Ripetizioni.it – per un importo medio a famiglia che si attesta intorno ai 400 euro. Chiaramente a rivolgersi a un tutor privato sono soprattutto coloro che hanno ricevuto delle insufficienze al primo quadrimestre. A preoccupare – sottolinea – è soprattutto il fatto che le materie più indigeste siano quelle dell’area Stem (le materie scientifiche, ndr). Ovvero quelle degli ambiti disciplinari in cui oggi il mondo del lavoro cerca maggiormente nuove leve”.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Bisogna ripetere e ripetere perché la stragrande maggioranza degli insegnanti non ama il suo lavoro e non trasmette nessun entusiasmo verso il sapere. Questo deve essere ben chiaro una volta per tutte, anche un comune, buon venditore (mestiere che se ben fatto è pure lui nobile), sa perfettamente cosa intendo affermare !! Voglio sperare che non si faccia continuamente orecchie da mercante… davanti alle scuole-istituzioni perlopiù sempre schierate pro fancazzismo universale.

  2. Ma non sono somari!

    E’ la scuola progressista!

    Chiesi il motivo anche al Prof. Ichino, il fratello non il Senatore,
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2014/03/17/ho-vinto-qualche-cosa/
    ma sul perché della scuola progressista nozionistica rimase sul vago.

    Credo servano pappagalli anziché esseri pensanti al potere, quindi non avendo potuto frequentare sono rimasti indietro e ora abbisognano di ripetizioni.

    Vabbé faccio già informazione gratis da anni, farò anche lezione gratis.

    Portobello, Portobello… 😀

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