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Roma, 24 set — Una volta per tutte: direttori e docenti degli istituti scolastici non possono chiedere agli studenti «del primo e secondo ciclo di istruzione», se si sono vaccinati o meno, né a questi ultimi (a differenza degli universitari) è richiesto il possesso e l’esibizione del green pass per l’accesso alle strutture scolastiche: lo ha ribadito l’Autorità garante per la protezione dei dati personali in una nota inviata al ministero dell’Istruzione. Lo scopo è sensibilizzare le scuole «sui rischi per la privacy derivanti da iniziative finalizzate all’acquisizione di informazioni sullo stato vaccinale degli studenti e dei rispettivi familiari».



Il Garante privacy: “No alle discriminazioni”

Sembra incredibile dovere ricordare le più elementari norme del rispetto della privacy a chi è deputato all’educazione dei ragazzi: sembra incredibile che non ci arrivino da soli, che si debba scomodare il Garante della privacy per scongiurare «possibili conseguenze per i minori, anche sul piano educativo, derivanti da simili iniziative».

Non si possono acquisire informazioni, nemmeno indirettamente

Nella nota, il Garante denuncia di aver «ricevuto segnalazioni e richieste di chiarimenti a proposito di specifiche domande dei docenti o comportamenti volti ad acquisire, anche indirettamente, informazioni sull’avvenuta o meno vaccinazione, sia degli studenti (nella maggior parte dei casi minori) sia dei membri delle rispettive famiglie». La risposta è semplice: non si può acquisire tale tipo di informazioni, nemmeno indirettamente. Idem per i familiari, nei confronti dei quali è possibile solamente verificare la validità del green pass. «Le amministrazioni scolastiche non possono trattare informazioni relative all’avvenuta o meno vaccinazione, ma limitarsi a verificare, mediante il personale autorizzato, il mero possesso della certificazione verde all’ingresso dei locali scolastici».

Per quanto riguarda invece la deroga dall’indossare la mascherina nelle classi in cui tutti gli studenti abbiano completato il ciclo vaccinale (o posseggano un certificato di guarigione in corso di validità), il Garante conferma «piena collaborazione al Ministero dell’istruzione per individuare misure attuative che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie di prevenzione epidemiologica e, allo stesso tempo, assicurino il rispetto della libertà di scelta individuale e il diritto alla protezione dei dati personali». In questo viene ribadita la necessità di scegliere modalità che «non rendano identificabili gli studenti interessati, anche al fine di prevenire possibili effetti discriminatori».

Cristina Gauri



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1 commento

  1. Se allo studente che entra in pizzeria chiedi il green-pass, dovresti chiederglirlo anche quando entra a scuola.
    L’errore è che non andrebbe chiesto né nell’uno né nell’altro caso.

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