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Milano. 14 set — Tre tragedie in poche ore a Milano, tutte riguardanti ragazzini adolescenti, tutte e tre accadute il primo giorno di scuola: si tratta di due suicidi e di un tentato suicidio. Lo riferisce il Corriere.



Due suicidi e una ragazzina grave

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, con l’ipotesi di istigazione al suicidio: la vittima è un ragazzo, un adolescente di 15 anni che nel pomeriggio di ieri, lunedì 13 settembre, si è inspiegabilmente tolto la vita gettandosi dal balcone di casa al 12esimo piano di un palazzo nella zona nord di Milano. Ancora ignoti i motivi alla base del tragico gesto compiuto dal ragazzino: su questo sono al lavoro inquirenti e investigatori. Alcuni istanti prima di suicidarsi il quindicenne, di origini cinesi, si trovava in casa insieme alla sorella.

E ha scelto la stessa tragica modalità per togliersi la vita anche una quindicenne residente nell’hinterland milanese, che ieri mattina si è tolta la vita gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva con una coetanea. Si tratta di due suicidi per cui non è ancora stato trovato un movente, la ragazza non ha lasciato messaggi. Sempre ieri mattina e sempre nel capoluogo lombardo una 12enne si è gettata dalla finestra di casa al quarto piano. La ragazzina si trova ora ricoverata in Rianimazione. Le sue condizioni sono molto gravi. Anche in questo caso gli inquirenti, insieme alla Procura dei Minori, sono al lavoro per capire i motivi del gesto. 

Allarme per la salute mentale degli adolescenti 

Secondo quanto riporta Ansa, recependo un comunicato dello stesso Bambino Gesù, le misure restrittive promulgate in pandemia hanno avuto un impatto nefasto sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti. L’aumento delle richieste di aiuto per le forme più gravi di sofferenza autoinflitta come autolesionismo e suicidi, solo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, hanno visto schizzare le ospedalizzazioni dal 17% nel gennaio 2020 al 45% del totale nel gennaio 2021.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Tra i tanti carcerati senza sbarre milanesi gli infanti non dovrebbero esserci ma inevitabilmente ci sono e sono i più deboli…

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