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Sutri, 29 ago – Multe a chi indossa le mascherine senza che ve ne sia reale necessità. Succede a Sutri, dove è sindaco Vittorio Sgarbi, che poco fa ha sferrato il suo ennesimo attacco ai catastrofisti del coronavirus con un’ordinanza sindacale destinata a fare clamore: «In ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – si legge nell’ordinanza – è proibito l’uso della mascherina nella Città di Sutri all’aperto per evidenti ragioni di salute e al chiuso, salvo che in caso di assembramento, dalle ore 18.00 alle 6.00 del mattino, come specificamente indicato dal Dpcm del 16 agosto 2020 che tutela dal rischio discoteche e non dalla convivialità, che impone di stare a tavola e mangiare senza mascherina». E’ chiara la provocazione in riferimento alla contradditorietà delle norme, che impongono di indossare i dispositivi per evitare assembramenti nei locali ma consentono di toglierli quando ci si siede per mangiare.

«In tutti gli altri casi, chi sarà visto portare la mascherina sarà multato in ordine alla legge 533/1977 in materia di Ordine Pubblico che all’articolo 2 prevede che non ci si possa mascherare in volto: “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino […]”. Tale norma, anche con riferimento alle mascherine, è potenziata con il Decreto Legge 155/2005».

In effetti, nonostante l’ordinanza certamente sia stata pensata per suscitare clamore e un dibattito in tema, il critico d’arte e sindaco coglie un punto reale: la normativa governativa impone determinate misure che in molti casi sono più formali che altro – si pensi alle attività di ristorazione o ai bar dove si entra certamente con la mascherina, ma poi la stessa viene tolta per tutto il tempo della presenza. La sicurezza sanitaria non è certamente uno scherzo e mentre in molti ora polemizzeranno con Sgarbi, accusandolo magari di essere un untore o un istigatore al contagio, ci si dovrebbe chiedere seriamente sull’efficacia pratica e scientifica delle misure, via via adottate in tutti questi mesi, molto spesso contraddittorie, cambiate più volte in corso d’opera. Argomenta quindi Sgarbi: «D’altra parte, l’uso della mascherina in luoghi pubblici, salvo che per il personale dipendente, appare in evidente contrasto con il tempo dedicato alla nutrizione che prevede di assumere il cibo senza mascherina. Appare quindi contraddittorio che dopo aver mangiato senza mascherina ci si alzi da tavola mettendosela. Si tratta di forme ridicole di ostentazione che nulla hanno a che fare con le esigenze sanitarie».

Cristina Gauri

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