Roma, 19 nov – A poche centinaia di metri dalla casa di Novellara (Reggio Emilia) dove viveva la famiglia di Saman Abbas, e ad oltre un anno e mezzo dalla scomparsa della 18enne pakistana, potrebbe essere la svolta del caso.

Il caso Saman Abbas

Il cadavere della ragazza era stato cercato in lungo e in largo dopo la sparizione il 30 aprile 2021, ma ogni tentativo era stato vano. Da ieri sera i carabinieri sono tornati vicino alla casa di Saman e hanno dissotterrato un cadavere. Ancora non ci sono conferme sull’identificazione e bisognerà fare tutti gli accertamenti e le analisi, ma spontaneo viene fin da subito un collegamento tra questo ritrovamento e l’arresto, pochi giorni fa, del padre di Saman, a lungo latitante in Pakistan. L’uomo, Shabbar Abbass è stato arrestato nella regione del Punjab, mentre la mamma è ancora ricercata. I due genitori, secondo gli investigatori, i carabinieri e la procura di Reggio Emilia, sono responsabili insieme ad altri tre parenti, tutti in carcere, dell’omicidio della ragazza e di aver nascosto il cadavere. Saman voleva ribellarsi alle tradizioni della famiglia d’origine e aveva rifiutato di sposare un cugino in patria. Secondo l’accusa questo è il motivo per cui sarebbe stata punita. A Novellara sono in campo i Ris, per raccogliere ogni elemento utile. Solo nelle prossime ore, o forse nei prossimi giorni, si saprà con certezza se si è veramente arrivati alla svolta del mistero.

Il ritrovamento

Un cadavere dentro un sacco nero, a circa due metri di profondità. E’ questo che hanno trovato i carabinieri a Novellara a meno di cinquecento metri dalla casa dove viveva la famiglia di Saman Abbas alle dipendenze di un’azienda agricola. Sono in corso i rilievi del Ris che proseguiranno nelle prossime ore e sono presenti carabinieri di Reggio Emilia e Vigili del Fuoco. Il casolare diroccato in cui è stato trovato il corpo fa parte di un complesso di ruderi, vicino a un gruppo di case dove c’era fino a poco tempo fa un allevamento di maiali. “L’epilogo di questa vicenda era facilmente prevedibile. Sentire, però, che un cadavere è stato disotterrato a 100 metri dall’abitazione degli Habbas produce rabbia e tristezza cupa che prendono il posto di qualunque valutazione professionale”. È il commento dell’avvocato Barbara Iannuccelli, legale dell’associazione Penelope che rappresenta amici e familiari delle persone scomparse e che si è costituita parte civile nel processo sul delitto di Saman Abbas, al ritrovamento di resti in un casolare di Novellara. “Noi lotteremo affinché ci sia un prima e dopo Saman. La voglia di vivere cessi di essere considerata una colpa e quindi un movente omicidiario”, aggiunge.

In attesa degli esami

“Aspetteremo gli esami scientifici e poi potremo andare a colpo sicuro. Il mio pensiero, è solo un’ipotesi logica, è che sia stato il padre in Pakistan a indicare il luogo”. Lo dice l’avvocato Claudio Falleti, difensore del fidanzato di Saman Abbas, commentando con l’ANSA il ritrovamento. “L’arresto di pochi giorni fa mi fa pensare a una confessione”, prosegue il legale, illustrando la sua opinione. Avvisato della notizia del possibile ritrovamento di Saman, il suo fidanzato, prosegue il legale “è rimasto in un silenzio attonito”.

Sergio Filacchioni

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