Roma, 26 ott – Una raccolta firme che ha sfiorato le 100mila sottoscrizioni, la mobilitazione di personaggi delle istituzioni, della politica e dello spettacolo. E un ricorso al Tar per chiedere che la protezione venisse mantenuta. Vinto proprio oggi: la scorta a Capitano Ultimo non verrà tolta, almeno per il momento.

Ripristinata la scorta a Capitano Ultimo

I giudici del tribunale amministrativo del Lazio hanno accolto il ricorso presentato dai legali del colonnello Sergio De Caprio – questo il vero nome di Capitano Ultimo, l’uomo passato alla storia per l’arresto di Totò Riina – ribaltando così la decisione del ministero dell’Interno di revocargli la protezione nell’ambito di un giro di vite sulle spese del Viminale.

“Il Tar di Roma accoglie le nostre ragioni, addirittura in sede d’urgenza, ulteriore testimonianza del fatto che il colonnello De Caprio tuttora vive in una condizione di pericolo concreto ed attuale”, spiega Antonino Galletti, che oltre ad essere il difensore di Capitano Ultimo è anche presidente dell’ordine degli avvocati del Lazio. “Non ci risulta – conclude – che la mafia sia stata ancora sconfitta e chi si è battuto a lungo contro di essa sacrificando la sua libertà e mettendo a rischio la vita ha il diritto di essere tutelato dallo Stato”.

Nicola Mattei

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