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Roma, 24 nov – Termini, terra di nessuno. Sempre più spesso teatro di rapine, scene di degrado urbano e di violenze – quasi sempre legate al fenomeno dell’immigrazione – la stazione centrale della Capitale, che dovrebbe essere fiore all’occhiello non solo della città ma di tutta l’Italia, si è trasformata in un girone infernale in cui violenza e assenza di legge la fanno da padrone.



L’ennesimo teatrino del degrado a Termini

Nel video, che riprende l’ennesimo, agghiacciante caso di violenza perpetrata da stranieri in danno di italiani, si assiste a un pestaggio di rara ferocia: due immigrati, sulla porta di un ristorante, discutono prima animatamente poi litigano in maniera sempre più chiara con due italiani e arrivano poi alla insensata violenza. Le riprese, finite su Twitter, e diffuse dal canale di Radio Savana, lasciano poco alla immaginazione: si tratta della solita aggressione, dai tratti sconvolgenti ed efferati, in apparenza priva di alcuna motivazione scatenante se non una violenza cieca e fine a se stessa.

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Un luogo abbandonato a sé stesso

Episodi come questi punteggiano la vita degli italiani che ancora hanno il coraggio di vivere nelle immediatezze della stazione, e di quei viaggiatori, turisti, e uomini d’affari che tutti giorni popolano i binari e il ventre della stazione. Le forze dell’ordine, pur presenti, sono sempre meno, spesso lontane e impegnate nei controlli Covid – che assorobono tutto lo zelo di agenti e carabinieri impegnati a multare gli italiani che tengono le mascherine abbassate – e la presa delle istituzioni su stazione e quartiere, sempre più abbandonato e degradato, è sempre più inesistente.

Cristina Gauri

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