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Vienna, 24 nov – Mentre Giuseppe Conte vagheggia accordi a livello europeo per non far andare gli italiani sugli sci visto il rischio di assembramenti e quindi di contagi, dall’Austria arriva un secco no. Il governo di Vienna infatti respinge la proposta avanzata dall’Italia di una chiusura degli impianti sciistici durante le vacanze di fine anno.

Per l’Austria chiusura comporterebbe perdite per 2,4 miliardi in tre settimane

“Per l’industria turistica austriaca la pandemia da Covid 19 rappresenta in tutti i sensi un’enorme minaccia, in termini di salute ed economici”, fa presente il ministro delle Finanze austriaco Gernot Bluemel. Secondo le stime del suo ministero, una chiusura comporterebbe una perdita di circa 2,4 miliardi di euro per le tre settimane di vacanze di fine anno. “Se l’Unione europea veramente vuole questo, deve pagare“, avverte Bluemel, chiarendo che si tratterebbe di assicurare l’80% di quei proventi, in linea con quanto prevede lo Stato austriaco in termini di risarcimenti agli esercizi commerciali chiusi”. Una cifra di cui Bruxelles dovrà tenere conto, se davvero vorrà dar retta a Conte.

Per ora è possibile sciare solo in Svizzera, ma non per gli italiani

Il governo giallofucsia, che dovrà affrontare la questione coprifuoco e lockdown nelle zone rosse con il prossimo Dpcm (quello in vigore scade il 3 dicembre), sta tentando di convincere Francia e Germania perché si arrivi a definire linee guida concertate per vietare le vacanze sulla neve a livello europeo, anche per evitare che si crei concorrenza tra le zone alpine. Tutto dipende però dalla curva dei contagi negli altri Paesi. In Francia, il presidente Emmanuel Macron deciderà in base ai dati aggiornati. In Germania, la riapertura delle piste, che era prevista per il 13 novembre è stata rinviata a dicembre. La Svizzera, al momento, è l’unico Paese dell’arco alpino in cui è già possibile sciare, ma non per gli italiani.

Tornando all’Austria, il governo ha annunciato uno screening di massa, come quello dello scorso fine settimana in Alto Adige. Dal 5 dicembre saranno effettuati test a tappeto. Obiettivo: ridurre il contagio e riaprire nell’ordine le scuole e poi, appunto, gli impianti sciistici.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Premesso che vorrei che l’Italia adottasse l’approccio austriaco nei confronti delle iniziative volte a penalizzata, ho almeno un paio di domande:

    1) perché le perdite austriache vanno risarcite dagli altri Paesi membri della UE?

    2) Perché invece l’Austria non accede al MES o al Recovery Fund, se non c’è la fa ad affrontare i sacrifici richiesti dalla pandemia?

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