Roma, 22 feb — Termini sempre più terra di nessuno, ostaggio di immigrati, accattoni, spacciatori, bande di rom rapinatori e pericolosi sbandati: stavolta la vittima dell’ennesimo episodio di degrado e delinquenza è un’anziana suora colpita in pieno volto dal pugno di un tunisino. Una violenza inaudita contro una donna di 76 anni inerme, che per il colpo è caduta a terra perdendo copiosamente sangue e per questo è stata trasportata in ospedale. Per l’ennesima volta la più importante stazione della capitale d’Italia è teatro di un grave episodio di violenza e degrado legato all’immigrazione clandestina. Nel luogo dove è vietato distribuire cibo ai senzatetto per questioni di «decoro» e i volontari delle associazioni caritatevoli vengono fermati e identificati come criminali, clandestini e sbandati sono liberi di usare violenza contro chiunque gli si avvicini.

Tunisino sferra un pugno a una suora

L’inaccettabile episodio, secondo quanto riporta RomaToday, è avvenuta l’altro ieri, domenica 20 febbraio. La suora si trovava sulla banchina in attesa di salire sul treno che l’avrebbe riportata nella propria residenza, a Milano, quando un tunisino in evidente stato di ebrezza le si è avvicinata farfugliando frasi senza senso. Poi le avrebbe sferrato un violentissimo pugno, sotto gli occhi di centinaia di testimoni sbigottiti, lasciandola a terra in una pozza di sangue che le usciva dal naso. Gli agenti della Polfer compartimento Lazio, intervenuti tempestivamente, sono riusciti a bloccare l’immigrato, mentre i presenti chiamavano i soccorsi.

Il fermato è un irregolare con precedenti

Il fermato è risultato essere, come al solito, un tunisino senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti legati a reati contro il patrimonio. Per lui sono scattate la denuncia per lesioni aggravate  l’espulsione dal territorio italiano. Per la suora si è reso invece necessario il trasporto in ospedale dove le è stato diagnosticato un trauma cranio-facciale. La prognosi è di dieci giorni. Gli investigatori sono al lavoro per cercare di appurare la causa dell’aggressione anche attraverso le testimonianze dei presenti, ma al momento si sentono di escludere i motivi religiosi.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Espulso SI, ma con diritto di restare in Italia. Queste sono le regole astratt a cui i magistrati si richiamano. Ma cambierà la musica, cambierà.

  2. Espulso amministrativamente non comporta la reale ed effettiva espulsione fisica dal territorio italiano, non solo, nel caso il soggetto fosse accompagnato fisicamente, costerebbe circa cinquemila euro, ossia volo aereo per il tunisino e per due agenti di polizia che devono accompagnarlo, e conseguentemente essere anche distolti dal servizio in Patria per il tempo necessario. Per quanto riguarda i precedenti penali e le, credo, numerose condanne in sospeso (non si capisce perchè questi criminali non sono in carcere nonostante le numerose condanne) nulla di fatto, quindi niente justissimae pena nelle Patrie galere, quindi tutto abbonato e arrivederci. Non a caso “arrivederci” visto che lo stesso criminale molto robabilmente tornerà in Italia appena vorrà e continuerà a delinquere impunemente, dove trova un paese come il nostro? Un vero paese dei balocchi per questa gente. In Tunisia le carceri e il rispetto della legge sono vere ed effettive non fogli di carta.
    With compliments….

  3. @Walter:
    basta che le nostre forze dell’ordine lo gonfino come una zampogna OGNI volta che lo trovano in giro,e vedrai che non dovremo spendere niente per l’espulsione:
    ci pensa lui da solo,a cambiare aria e tornarsene in tunisia.

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