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errani terremotoAmatrice (Ri), 10 set – Sorpresa, ma non troppo: le cooperative entrano a gamba tesa nel business del post-terremoto che ha colpito il centro Italia. E lo fanno sulla scorta dell’incarico assegnato all’ex presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che con il mondo delle coop ha sempre avuto un legame più particolare particolare. Come visto e previsto. La prima coop destinata ad entrare in grande stile è il Consorzio nazionale servizi, di Bologna, che si occuperà della realizzazione delle casette di legno destinate ad ospitare per qualche mese gli sfollati a causa del terremoto. L’appalto complessivo vale qualcosa come 1,2 miliardi di euro e prevede la costruzione di 18mila Map (Moduli abitativi provvisori) che accoglieranno chi fino ad oggi ha dovuto ricorrere alla sistemazione in tenda.

Cns non sarà l’unico soggetto coinvolto – l’appalto è infatti stato vinto insieme ad altre società – ma la sua presenza fa più che specie, visti i precedenti nei quali è stata coinvolta. La cooperativa, infatti, è finita nell’indagine relativa a mafia capitale, e con ruoli non di secondo piano. Più volte Massimo Carminati e altri parlavano di trasferte fatte presso la sede centrale, mentre Salvatore Buzzi addirittura sedeva nel consiglio di sorveglianza della società. Nonostante ciò, lo scoperchiamento del sistema di potere sugli appalti romani non ha misteriosamente toccato i suoi vertici: “Cns quell’inchiesta non è stata coinvolta ad altro titolo”, spiega Antonio Amorosi, autore del libro Coop Connection sul sistema di potere che ruota attorno al mondo della cooperazione. Al di là delle pronunce giudiziarie, Cns era stata comunque commissariata ben due volte in relazione ad appalti per la gestione dei rifiuti a Roma, altro tasto dolente dell’amministrazione capitolina. A procedere d’imperio era stata l’autorità anticorruzione, che però ad oggi non sembra volersi esprimere sull’assegnazione per la costruzione dei moduli per i cittadini di Amatrice e comuni limitrofi colpiti dal terremoto. Eppure, vista l’iperpresenza dell’ente guidato da Raffaele Cantone in qualsiasi grande affare degli ultimi mesi, ce ne sarebbe stato fin troppo per avviare una qualche attività d’indagine. Così non è stato. E così, probabilmente, non sarà. La Coop sono loro.

Filippo Burla

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2 Commenti

  1. Insomma cambiano le coordinate cambiano gli eventi ma la solita merda resta a galla.
    Altro che vigilare qui ci sarebbe da indagare e nel frattempo togliere dal mercato queste maledette Coop rosse.
    Ma siamo in Italia e quindi…

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