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Bergamo, 27 gen – Il titolare cinese del ristorante presso cui lavoravano le aveva licenziate per la crisi scaturita dalla pandemia: ieri, grazie a una sentenza del giudice del lavoro di Lecco due cameriere bergamasche hanno vinto la causa per il reintegro. Lo riporta il Corriere.

Le due cameriere reintegrate dopo il licenziamento

«Iniziano a arrivare le prime sentenze sui licenziamenti durante il periodo di divieto, e i tribunali danno ragione a lavoratori e uffici vertenze sindacali», si legge in una nota diffusa dalla Cisl. La riduzione del personale per la crisi economica non basta per concludere il rapporto con i propri dipendenti. «Anche l’ufficio Vertenze della Cisl ottiene i primi risultati. In due specifici procedimenti, infatti, il tribunale di Lecco ha dato ragione alla struttura della Cisl consentendo a due lavoratrici, Maria Azzurra e Vanessa, assistite dall’avvocato Aldo Arena, dipendenti di un imprenditore di origini cinesi, titolare di una società nel campo della ristorazione, di ottenere gli stipendi non versati oltre al reintegro del proprio posto di lavoro».

Il lockdown ha originato la crisi

«Questo perché — spiega sempre il sindacato —, secondo il tribunale, pur trattandosi per entrambe le ragazze di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per la riduzione del personale e riorganizzazione per una più economica gestione dell’impresa, era già attivo il decreto del Governo che “rappresenta la risposta del legislatore alla naturale esigenza di salvaguardare i posti di lavoro in ragione di una contrazione economica ed organizzativa non determinata da logiche di mercato, ma dalla diffusione di una pandemia a livello globale con conseguente chiusura delle attività produttive non essenziali per disposizione del Presidente del Consiglio dei Ministri”».

Reintegrate e rimborsate

Carta canta: e siccome il licenziamento è scattato per le due cameriere «quando era già entrato in vigore il blocco dei licenziamenti, il giudice del lavoro di Lecco ha condannato il titolare dell’impresa a corrispondere a Maria Azzurra e a Vanessa l’importo degli stipendi non versati». Alle due ragazze vanno inoltre corrisposti gli interessi legali e la «rivalutazione monetaria dalla maturazione del credito al saldo, ordinando la reintegrazione nel posto di lavoro; condanna e il pagamento a entrambe di un’indennità pari all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR, oltre al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per il medesimo periodo».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. E chi lo salvaguarda il titolare? Dove cazzo li trova i soldi per pagare le cameriere se deve stare chiuso? E le cameriere sono reintegrate per fare cosa, dato che è vietato mangiare al ristorante? E perché il titolare che non guadagna deve contunuare a pagare tasse, affitti e puttanate varie? Chi si preoccupa per lui?

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