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Todi, 8 giu – A Todi è stata organizzata una kermesse culturale dal titolo “Città del libro” e dovremmo tutti esserne felici. Tutti, tranne i soliti: per Cgil, Anpi e associazioni femministe c’è lo spettro del fascismo in agguato e bisogna organizzare di tutta fretta un evento antifascista.



Todi, “Città del libro” spaventa gli antifascisti

Cgil, Anpi e altre organizzazioni locali hanno organizzato una assurda contromanifestazione dal titolo “Todi città dell’antifascismo”. Nella stessa stessa piazza che (come si sa da mesi), ospiterà il festival “Città del libro”, piazza del Popolo. La decisione degli antifascisti lascia costernati gli organizzatori dell’iniziativa culturale. C’è la sensazione che ci sarà una mobilitazione da tutta la destra umbra per sostenere un evento legittimo. E ovviamente Castelli di Carta, associazione che gestisce il festival,  ha rilasciato per l’occasione un comunicato: “La scelta della location ci lascia perplessi” si legge “almeno quanto il titolo della manifestazione, che fa il verso a quello – sensato e pertinente – della nostra kermesse culturale”.

Castelli di Carta: “Motivazioni assurde”

L’associazione culturale che organizza il Festival letterario Todi Città del Libro, a Todi dal 17 al 20 giugno, punta il dito contro le accuse degli antifascisti: “Se andiamo a leggere le motivazioni addotte da chi vorrebbe fare questa manifestazione di protesta contro un festival letterario scopriamo che ‘le associazioni e la Cgil, che ogni giorno si battono per il rispetto dei principi costituzionali e dei diritti umani, non ci stanno e chiamano in piazza gli antifascisti e le antifasciste dell’Umbria”. “Cosa c’entra tutto questo con il nostro festival?” si chiede l’associazione “Perché scomodare gli antifascisti e le antifasciste dell’Umbria? Forse che un evento che viola la Costituzione e calpesta le Istituzioni possa in qualche modo ricevere il patrocinio di Regione Umbria e Comune di Todi? Noi per primi escludiamo che sia possibile”.

Famiglie, bambini e cultura … ma non va bene

“Castelli di Carta vorrebbe però capire in che modo e misura il nostro festival, con ospiti di ogni schieramento politico – da Mughini a Capuozzo e Massimo Fini -, interessati a parlare di cultura e non di steccati ideologici, con eventi per famiglie e bambini, con musica e spettacoli dal vivo e soprattutto con tanti, tantissimi libri – patrimonio collettivo che unisce e che non divide – non rispetterebbe Costituzione e Istituzioni”, si legge ancora nella nota. Insomma, il solito isterismo antifascista: quando qualcun altro vuole fare cultura e divulgazione fioccano immediatamente accuse pretestuose …

Nadia Vandelli

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6 Commenti

  1. Non sarei più così tanto sicuro che lor signori conformisti sappiano ancora scrivere e leggere compiutamente! Si staccano per evitare il confronto.

  2. Quindi per i sinistrati mentali un evento culturale non rispetterebbe la costituzione , mentre i DPCM con coprifuoco ed obbligo di diventare cavie umane sarebbero costituzionali…..
    Questi sono dei furiosi fanatici

  3. Ma perche’ non dite le cose come stanno , non sono associazioni ma squadristi imboscati poltropantofolai seguaci delle tivvu’ dei vaccinatori seriali , escono come le rondini a far festa , ma le rondini son belle, questi qui puzzano di ignoranza come un cargo di letame!

  4. la solita canaglia imboscata di putridi bolscevichi sconfitti dalla storia dai tempi e dai modi della sociatà liberale-libertaria!

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