Piazza San CarloTorino, 15 giu – La tragica serata in Piazza San Carlo per la finale di Champions League, dopo i 1500 feriti, è purtroppo destinata a far contare anche un morto. Erika Pioletti, 38enne ricoverata dal 3 giugno all’ospedale San Giovanni Bosco per un infarto, secondo i medici non ce la farà: “Gli esami neurologici rivelano un danno troppo grave”. Abbiamo intervistato l’avv. Gino Arnone, dottore di ricerca all’Università degli Studi di Torino e direttore scientifico del portale dannoallapersona.it. Esercita la professione presso lo Studio Legale Ambrosio&Commodo di Torino. E’ il legale di alcuni feriti, tra cui il piccolo Kevin, di Piazza San Carlo. Specializzato in risarcimento del danno alla persona tra Italia e Stati Uniti, è autore di monografie sulla tematica risarcitoria. Membro del comitato scientifico dell’associazione Medico-Legale Melchiorre Gioia, si è inoltre occupato di alcuni tra i principali disastri delle recente storia giudiziaria.

Avvocato, cosa è successo esattamente quella sera in Piazza San Carlo?

E’ ancora presto per dirlo: inizialmente si parlava di procurato allarme ad opera di un folle, poi dello scoppio di un potente petardo, infine parrebbe che il boato che alcuni testimoni hanno sentito provenisse dal rombo di un motore del parcheggio interrato proprio sotto alla piazza. Insomma le cause sono ancora da accertare.

La definirebbe isteria collettiva?

La risposta è no. Non parlerei di isteria collettiva ma di una generale impreparazione ed omissione in misure di prevenzione e sicurezza ed in tal senso depongono le scuse formulate tanto dal Prefetto, Renato Sacconi, quanto dal Sindaco Chiara Appendino. I testimoni raccontano infatti del caos più totale come pure di una eccessiva presenza di persone nella piazza. In questo senso, la scelta di posizionare un solo maxischermo all’inizio della Piazza (anziché due come nelle precedenti occasioni) ha favorito la concentrazione di una massa incredibile di persone in un spazio contenuto con praticamente nessuna via di fuga considerando che la piazza era per buona parte transennata. Vi erano enormi difficoltà nello spostamento delle persone anche solo di pochi centimetri. Alcuni hanno dichiarato persino che si aspettavano che succedesse qualcosa da un momento all’altro e che in generale si sentivano soffocare. Si respirava un’aria surreale. Altri hanno rievocato, essendo stati presenti sopravvissuti, la tragedia dell’Heysel.

Ed i venditori abusivi?

Si tratta di un fatto increscioso. I testimoni riferiscono della presenza di numerosi venditori abusivi in Piazza San Carlo, entrati sfuggendo ai controlli, parrebbe introducendosi nel parcheggio posto sotto alla piazza e quindi sbucando come talpe dentro alla piazza, eludendo qualsiasi controllo. Certo è invece che questi hanno venduto abusivamente migliaia e migliaia di bottiglie di birra in vetro sui cui poi hanno finito per tagliarsi la maggior parte dei 1527 danneggiati ricoverati nei pronto soccorsi di tutta la città.

Lei è il legale anche di altri feriti di Piazza San Carlo, come stanno?

E’ vero, assistiamo numerosi danneggiati. Il piccolo Kelvin per fortuna è uscito dalla situazione di emergenza ed è potuto finalmente tornare all’affetto dei suoi cari anche se il percorso di riabilitazione sarà lungo ed il minore è ancora scosso come lo sono del resto i genitori. Molti altri invece sono ancora ricoverati in condizioni critiche. L.S., mamma di 41 anni, ha subito la frattura di 8 costole, frattura dei malleoli delle caviglie, lesioni polmonari, lesioni ai timpani ed emorragia bi-oculare: si tratta di lesioni causate dai pestoni della folla in fuga. Mi sono commosso quanto mi è stato riferito che nell’occorso questa mamma ha perso la figlia di 11 anni che è stata poi ritrovata in lacrime con gli occhi interessati da emorragia da schiacciamento 3 ore dopo in Piazza Solferino, a notevole distanza quindi dalla Piazza San Carlo, letteralmente trascinata dal fiume di persone. M.M., di 27 anni, invece, come tantissimi altri ha subito lesioni da taglio con la lesione di nervi e tendini della mano con il rischio di perdere la mobilità delle dita. E’ stato operato d’urgenza e ci sia augura una completa guarigione. Impressionate notare il numero degli affidamenti da parte delle strutture sanitarie di molti danneggiati alle Strutture Complesse di Psicologia e Psichiatria, il che conferma la natura disastrosa del fenomeno. Chi c’era non può dimenticare.

Erika Pioletti, la ragazza che è stata colpita da infarto da schiacciamento in Piazza San Carlo, secondo le fonti mediche non ce la farà.

Preferisco non commentare, sembra un incubo. Non voglio crederci. La morte di una concittadina darebbe tutto un altro tono ad una situazione già gravissima.

Cosa chiedono adesso i familiari dei feriti da lei assistiti?

Verità e giustizia. I torinesi sono gente composta, che non urla ma che pretende che chi sbaglia debba pagare fino all’ultimo centesimo. E’ giusto che ricevano il risarcimento integrale previsto dalla tabelle attualmente vigenti e che regolano il risarcimento del danno alla persona. Ogni danneggiato tuttavia ha un danno diverso e per la maggior parte dei feriti le lesioni sono ancora in corso di guarigione. Allo stato non è possibile parlare di cifre.

a cura di Eugenio Palazzini

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