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Stresa, 25 mag – Nuovi sviluppi nelle indagini sulla tragedia della funivia del Mottarone, in cui hanno perso la vita 14 persone: i freni potrebbero essere stati bloccati dai “forchettoni”. Quello che è chiaro del disastro di domenica in Piemonte è che si è rotta la fune traente, quella che trascina la cabina quando sale e la trattiene in discesa. E si sa anche che i freni – che avrebbero dovuto impedire alla cabina di precipitare – non hanno funzionato. Ora c’è uno sviluppo importante nelle indagini sulla tragedia. Sabato pomeriggio, dunque meno di 24 ore prima della tragedia, la funivia si sarebbe bloccata per mezz’ora e sarebbero intervenuti i tecnici. Lo riferisce un testimone oculare. Ora bisogna capire se esiste una correlazione tra questo malfunzionamento e il tragico incidente del giorno dopo.

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Tragedia funivia: perché i freni non hanno funzionato?

Ieri a Stresa si è diffusa la voce che a bloccare il funzionamento dei freni possa essere stata una dimenticanza. Un attrezzo usato per le prove a vuoto della funivia, che impedisce alle ganasce di scattare. Si chiama “forchetta” o “forchettone”. Quello che si sa è che spesso tale “forchettone” viene inserito nei test a vuoto in modo che non scatti il freno senza nessuno dentro che lo possa ripristinare. Ebbene, potrebbe esser stato lasciato sulla funivia, causando il disastro. Ma se così fosse, il “forchettone” sarà rinvenuto sul carrello della funivia.

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“Acquisiti i filmati della tratta”

La causa principale del disastro della funivia, al di là dei freni, resta comunque la rottura della fune traente. Ogni mattina vengono eseguiti controlli visivi, ma i test si fanno con i magnetoscopi. E a quanto pare nell’ultimo controllo di questo tipo risale al 2016. “Tutto l’impianto è stato messo sotto sequestro e sono stati fatti tutti i rilievi necessari per le indagini e soprattutto sono stati acquisiti i filmati delle telecamere che inquadrano la tratta“, spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Verbania, Alberto Cicognani. “Recuperate le immagini non solo del giorno dell’incidente, ma anche di quelli precedenti”. Con filmati si potrà capire anche se ci siano stati interventi di qualunque tipo sulla linea che possano aver provocato o contribuito alla tragedia. Nel filmato, già in parte visionato dagli investigatori, si vede chiaramente la cabina che sta per entrare nella stazione a monte, prima di scivolare improvvisamente all’indietro. Non era installata invece una telecamera all’interno della cabina, spesso presente negli impianti più moderni.

Nuove ipotesi di accusa: disastro colposo connesso all’attentato alla sicurezza dei trasporti

Intanto il procuratore capo di Verbania, Olimpia Bossi, ha aggiunto nuove ipotesi d’accusa al fascicolo aperto domenica. Oltre all’omicidio colposo plurimo per le 14 vittime e alle lesioni colpose per il bambino di 5 anni superstite, procede anche per disastro colposo connesso all’attentato alla sicurezza dei trasporti. La procura ha scelto degli esperti di impianti a fune e di metallurgia del Politecnico di Torino per la consulenza principale che servirà a individuare le cause sia del distacco della fune che della mancata frenata. Prima che si proceda con la consulenza, sarà necessario individuare le figure da iscrivere nel registro degli indagati, per permettere loro di nominare avvocati e consulenti a propria difesa. A tal proposito, come ha chiarito la stessa Bossi, sono molti gli enti e le aziende che a vario titolo operano sulla linea, a partire dalle Ferrovie del Mottarone.

Il ruolo chiave della società Leitner

Società chiave poi è la Leitner di Vipiteno, che aveva eseguito i lavori di ristrutturazione della linea aggiudicandosi un appalto nel 2015 e che ancora segue la manutenzione dell’infrastruttura. Leitner ribadisce in un documento tutti i test effettuati: le centraline idrauliche di frenatura dei veicoli erano state controllate l’ultima volta il 3 maggio scorso. All’attenzione degli investigatori c’è pure la società che collauda periodicamente la tenuta delle funi e che invia le relazioni all’Ustif, organo tecnico del ministero incaricato di queste procedure. Resta tuttavia da accertare la proprietà della funivia, a quanto pare nel 2016 passata al Comune di Stresa. Tuttavia manca l’accatastamento. E il sindaco di Stresa, Marcella Severino, smentisce tutto, spiegando che l’accordo del 2016 “non è mai stato perfezionato”.

Adolfo Spezzaferro

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