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Napoli, 23 feb – Finisce in manette Ciro Migliore, il trans che era balzato agli onori della cronaca dopo che la sua ragazza, Maria Paola Gaglione, era stata uccisa dal fratello dopo un inseguimento in moto. Voci insistenti volevano che il fratello, accusato di omicidio volontario, mal sopportava che Maria Paola avesse una storia con un trans, in questo caso una donna che si percepisce come uomo – benché non abbia iniziato il processo di transizione.

In manette Ciro Migliore

Ebbene, Ciro Migliore figura tra le 24 persone arrestate dai carabinieri di Napoli questa mattina a Caivano. L’accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Condotta poco affidabile

La morte di Maria Paola Gaglione aveva suscitato un grande clamore mediatico e il solito carrozzone di polemiche sulla presunta transfobia del fratello. La relazione tra Ciro e la ragazza era finita sotto i riflettori ed indicata da tutti come causa scatenante della furia del fratello, che appena il mese scorso ha visto cambiare l’accusa nei propri confronti da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario. Tesi smentita più volte dai Gaglione: i famigliari della vittima spiegavano infatti che la loro avversione nei confronti di Ciro Migliore non era motivata dal suo essere transgender, ma dalla sua condotta poco affidabile per i suoi problemi con la giustizia legati allo spaccio.

Il blitz

I fatti di stamattina sembrano sembrano confermarlo. Per Migliore sono scattate le manette all’alba, nel corso di un blitz dei carabinieri al Parco Verde di Caivano. Operazione estesa ad altre numerose piazze di spaccio sparse per lo Stivale. In totale, sono state cinquantacinque le misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, con 40 arresti: tra questi, appunto, il giovane Ciro Migliore.

Cristina Gauri

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