Roma, 4 ott — Rapinato, riempito di botte e stuprato nell’androne di un palazzo a San Lorenzo: è l’orrore vissuto da uno studente sardo di 22 anni, fuori sede a Roma, finito al pronto soccorso con una prognosi di 30 giorni per le botte di — secondo la sua testimonianza — tre nordafricani. Lo riporta Il Corriere.

L’episodio si è verificato sabato scorso nel quartiere di San Lorenzo, dove le segnalazioni di rapine, aggressioni e molestie — compiute in gran parte da extracomunitari — sono all’ordine del giorno. Fu proprio a San Lorenzo, luogo della movida «rossa» e «antagonista» per eccellenza, che nel 2018 trovò la morte Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina drogata, violentata e infine uccisa da 4 pusher africani in uno stabile abbandonato in via dei Lucani.

Rapinato e violentato da tre nordafricani

Attimi dopo aver subito la violenza, il fuorisede è stato soccorso di fronte a un kebab di via Tiburtina e accompagnato in ambulanza al Policlinico Umberto I. Alle forze dell’ordine ha raccontato di essere uscito da una discoteca a Colle Oppio, nei pressi del Colosseo, nella nottata tra venerdì e sabato, per poi noleggiare un monopattino elettrico in direzione di San Lorenzo dove lo attendevano alcuni amici. «A un certo punto la tavola si è scaricata e mi sono dovuto fermare. È stato allora che, dopo essermi incamminato sul marciapiede, sono stato avvicinato da quei tre», ha riferito identificandoli come «nordafricani». A quel punto il 22enne è stato accerchiato, minacciato e picchiato, costretto a consegnare i soldi che teneva nel portafogli e infine portato al bancomat all’incrocio fra via dei Luceri e via Tiburtina. 

Ed è a questo punto che i tre, dopo aver constatato che il prelievo non era possibile, si sarebbero vendicati sullo studente trascinandolo nell’androne di un palazzo e violentandolo per vendetta. Inutile gridare, a quell’ora i negozi e i locali erano chiusi. Il ragazzo ha sporto denuncia, mentre nel frattempo sarebbero già state acquisite le immagini di alcune telecamere della videosorveglianza presenti lungo la via Tiburtina. Si rimane in attesa dell’esame del Dna sugli indumenti della vittima. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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