Roma, 4 ott – Il prossimo 10 ottobre, l’amministratore delegato della Pfizer, Albert Bourla, avrebbe dovuto presentarsi come testimone davanti alla commissione speciale del Parlamento europeo sul Covid-19 per riferire sulla questione dei contratti segreti riguardanti gli acquisti delle dosi di vaccino sottoscritti dalla Ue. Bourla non si presenterà e invierà al suo posto Janine Small, presidente della sezione della Pfizer dedicata allo sviluppo dei mercati internazionali. La Small, però, difficilmente sarà in grado di rispondere alla domanda più importante: l’accordo per l’acquisto di 1,8 miliardi di dosi di vaccino anti-Covid-19 stipulato, tramite messaggi privati, tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il capo di Pfizer, Albert Bourla.

Nel novembre del 2021, in occasione del sessantesimo anniversario dell’Atlantic Council, Ursula von der Leyen ha l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. 

L’inchiesta del New York Times

Era il 28 aprile del 2021, quando un’inchiesta del New York Times svelò che la von der Leyen e Bourla avevano intrattenuto una fitta corrispondenza via smartphone per trovare un accordo sulla consegna delle dosi del vaccino Pfizer all’Unione europea. Alexander Fanta, giornalista tedesco di Netzpolitik, aveva cercato di ottenere l’accesso agli atti tramite il Freedom of Information Act, una normativa vigente che garantisce a chiunque il diritto di accesso alle informazioni delle pubbliche amministrazioni. Ma la Commissione europea rifiutò di rivelare a Fanta le comunicazioni intercorse tra la von der Leyen e Bourla perché “i messaggi inviati tramite Sms o WhatsApp non sono documenti e quindi non rientrano nella legge sulla trasparenza dell’Unione europea”.

La mancanza di trasparenza della Commissione europea

Nel gennaio del 2022, la mediatrice europea Emily O’Reilly aveva chiesto a Bruxelles di fare chiarezza attraverso una commissione d’inchiesta, definendo l’episodio un “caso di cattiva amministrazione”. Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea, rispose che “un messaggio di testo o altri tipi di messaggi istantanei hanno vita breve e non contengono particolari informazioni per quanto concerne, politiche, attività e decisioni della Commissione”. La O’Reilly evidenziò che anche i messaggi privati che riguardano politiche e decisioni europee dovrebbero essere trattati come documenti ufficiali della Ue. “La Commissione europea conferma che la ricerca di messaggi concernenti la richiesta di accesso agli atti, portata avanti dal Gabinetto presidenziale, non ha portato alcun risultato”, tagliò corto la Jourová.

Pfizer, il rapporto della Corte dei conti europea

Nel rapporto della Corte dei conti europea del 12 settembre scorso, si legge: “Abbiamo avuto accesso ai documenti pertinenti della Commissione, ad eccezione di quelli relativi al coinvolgimento della presidente della Commissione (Ursula von der Leyen, ndr) nei negoziati preliminari con Pfizer/BioNTech”. Secondo la giustizia contabile europea, “prezzo, responsabilità civile e tempi di consegna sono stati temi prioritari durante le trattative preliminari” del gruppo di negoziatori europei, ma quest’ultimo “non ha valutato le reti di approvvigionamento e di produzione delle case farmaceutiche durante le trattative preliminari e, nonostante l’attenzione su questo tema all’interno del bando, non ha potuto rimediare a tale limitazione nei tempi brevi consentiti per la valutazione dell’appalto”. In altre parole, la superficialità del gruppo di negoziatori europei ha spianato la strada alle vendite dei produttori di vaccini, mentre ha riempito gli hub europei di milioni di dosi che poi non sono state utilizzate.

La commissione speciale europea sul Covid

Ora la commissione speciale europea sul Covid cercherà di far luce sulla poca trasparenza della Commissione Ue riguardo agli acquisti dei vaccini. Mancherà all’appello, però, Albert Bourla. La presidente della commissione speciale, la socialista belga Kathleen Van Brempt, si è detta molto rammaricata per la decisione del capo di Pfizer. Al momento, il più grande affare economico degli ultimi decenni rimane avvolto nella nebbia della mancanza di trasparenza. La commissione speciale dovrebbe porre attenzione anche al ruolo svolto dal marito della presidente della Commissione europea, Heiko von der Leyen, il quale curiosamente è diventato direttore medico di Orgenesis nel settembre del 2020. Questa biotech americana, che si occupa di terapie geniche, aveva annunciato il lancio del suo vaccino anti-Covid a base cellulare pochi mesi dopo lo scoppio della pandemia.

Francesca Totolo

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