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Roma, 25 ago – Terrore a Ostia. L’ennesimo, allucinante episodio che vede come protagonisti rom e bambini è stato riportato oggi dal Corriere della città. Il quotidiano online ha infatti pubblicato il racconto di Emanuel, padre di una bimba di 10 anni, che ieri pomeriggio intorno alle ore 16:00 si trovava nello stabilimento Village insieme a una coppia di amici e alla loro figlioletta di nove anni.

Le due bimbe stavano giocando in acqua sopra un fenicottero gonfiabile quando tre donne, che Emanuel descrive come “di chiara etnia rom”, si sono immerse nel mare vestite della propria biancheria intima, avvicinandosi alle due amichette e trascinando il pupazzo gonfiabile verso il tratto di spiaggia libera dove un tempo sorgeva lo stabilimento Faber. La manovra delle nomadi ha subito provocato la reazione delle bimbe che, terrorizzate, hanno iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei presenti. E’ stato vano il tentativo delle tre donne di tranquillizzare le piccole, sostenendo di volerle portare vicino agli scogli dove “si sarebbero divertite di più”: le bimbe hanno seguitato a gridare.

A quel punto i familiari delle bambine si sono tuffati in acqua per raggiungere le tre nomadi, che nel frattempo cercavano di darsi alla fuga. Emanuel racconta di essere riuscito a fermarne una, chiedendole spiegazioni: “Scusa, scusa, non lo facciamo più”, è stata la risposta.

“Il mio errore – spiega Emanuel – è stato quello di non chiamare immediatamente le forze dell’ordine, ma ero sconvolto. Sto comunque andando a denunciare l’accaduto ai carabinieri, affinché siano allertati rispetto a quanto succede in spiaggia e nel circondario. Infatti la sera prima, sempre nella stessa zona, qualcuno ha rotto i vetri delle auto e rubato delle mountain bike. Casualmente questi fatti accendono da quando sono arrivati tre camper di persone che, almeno apparentemente, sembrano essere rom. Ma se possiamo anche “soprassedere” su un finestrino rotto, di certo non si può tacere sul tentativo di rapimento di due ragazzine”.

Cristina Gauri

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