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Trento, 4 apr – Due feriti in ospedale, tre sortite, due versioni discordanti. Potrebbe riassumersi così quanto successo venerdì 1° aprile notte a Trento tra attivisti antifascisti del Centro Sociale Bruno e militanti di CasaPound.



Secondo la versione di CasaPound il tutto sarebbe cominciato tutto verso l’1.40 in piazza Maria Maggiore. Mentre si stava svolgendo un “aperitivo resistente” organizzato dalla Rete Contro i Fascismi, sarebbe stato riconosciuto al tavolino di un vicino bar il familiare di un simpatizzante di Cpi. Una parentela giudicata “scomoda” da tre attivisti di sinistra che lo avrebbero aggredito con pugni al volto e costretto alla fuga. Verso le 2.00 di notte, in corso Buonarroti, ci sarebbe stato un secondo scontro tra un militante di CasaPound che aveva appena riaccompagnato a casa il ragazzo aggredito e un militante 25enne del centro sociale che lo stava seguendo e che avrebbe avuto la peggio riportando alcune ferite. Dopo il ferimento ci sarebbe stata l’ultima sortita degli estremisti di sinistra che avrebbe cercato di sfondare il portone di casa del militante di CasaPound, davanti agli occhi dei genitori che per l’ennesima volta si sono trovati in tale situazione di pericolo presso il loro domicilio.

La pagina Facebook “Osservatorio contro i fascismi Trentino” riporta però solo l’episodio di Corso Buonarroti, scordandosi l’antefatto e rovesciando le responsabilità, parlando addirittura di “tentato omicidio”. Il referto medico però sostiene ben altro (come confermato in seguito dal CS Bruno stesso), il ragazzo ha riportato solo ferite superficiali con prognosi di 10 giorni.

Un nuovo tassello comunque della violenza “politica” a Trento che aveva raggiunto il suo culmine tra il 2013 e il 2014. Il 27 marzo del 2014 una bomba aveva gravemente danneggiato lo spazio Il Baluardo, sede di CasaPound Trento. Da allora si susseguirono altri ordigni di matrice anarco-sinistroide che colpirono il tribunale di Trento, alcuni tralicci, ferrovie etc. Il 28 ottobre 2014 un ragazzo di CasaPound aveva subito un’aggressione in 30 conte 1, con armi da taglio che gli avevano procurato 30 giorni di prognosi e, pochi giorni dopo ( 8 novembre 2014 ), un corteo antifascista attraversa il centro di Trento attaccando manifesti con foto, nomi e cognomi dei militanti di CasaPound, incitando alla “giustizia antifascista”. Una parentesi che però sembrava essersi chiusa. Sabato 2 aprile tutte le sigle della sinistra locale (CS Bruno, ANPI, Arcigay, sindacati) hanno manifestato in piazza Pasi chiedendo a gran voce la chiusura di tutte le sedi di CasaPound sul territorio nazionale. Una curiosità: Secondo gli organizzatori erano presenti 150 persone, secondo i media erano oltre 250.



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