Roma, 15 ott – “Trieste chiama, Ancona risponde”. E’ quanto si legge sullo striscione appeso alla recinzione che separa la SS16 dalla linea ferroviaria. Ma non è l’unico, ve ne sono altri con scritto “No al Green pass” o con richiami espliciti all’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.



Porto bloccato dai lavoratori

E il porto di Ancona risulta bloccato. Ai lavoratori che stanno manifestando contro il green pass obbligatorio – in vigore da oggi – si sono uniti anche autotrasportatori e altri cittadini. Così il sit-in di circa 200 operai, dipendenti di vari aziende della zona, impedisce l’accesso nord alla zona portuale del capoluogo marchigiano. C’è poi un tir che si è fermato sulla carreggiata all’altezza della Crn che sta bloccando di fatto la circolazione. Lungo la Flaminia vi sono poi file di auto e camion, con i vigili urbani che hanno optato per la chiusura dell’accesso al “by pass” che dalla Statale conduce alla zona del porto, con conseguente aumento del traffico cittadino. I manifestanti – in corteo – dovrebbero raggiungere Piazza del Plebiscito, proprio di fronte alla Prefettura.

Non solo Trieste e Ancona, proteste dei portuali anche in Liguria

Come riportato anche su questo giornale, a Genova i lavoratori manifestano contro il green pass obbligatorio da oggi. Il loro presidio sta bloccando le operazioni del porto, per l’esattezza al varco Etiopia e l’operatività dello scalo è praticamente nulla. Di conseguenza molti camion non possono entrare, per farlo devono accedere da altri varchi. Al momento sono infatti operativi i varchi Albertazzi (Terminal Sech), San Benigno e Psa a Pra. Un altro gruppo di lavoratori sta comunque manifestando al varco Pra. Decine di dipendenti si trovano ai cancelli del terminale dalle 6 di stamani per contestare, in modo assolutamente pacifico, l’obbligo di presentare il certificato verde per lavorare. In Liguria i lavoratori si stanno mobilitando da giorni in vista del 15 ottobre, non solo nel capoluogo ma anche a La Spezia, Savona e Vado Ligure.

Alessandro Della Guglia

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