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Ardea, 13 giu — Si è barricato in casa per ore e si è suicidato sparandosi un colpo in testa il 35enne di Ardea che in mattina aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro un anziano e due fratellini di 3 e 8 anni, uccidendoli. Nonostante gli sforzi dei soccorritori non vi è stato nulla da fare: i due piccoli sono morti a breve distanza l’uno dall’altro nelle ore immediatamente successive alla sparatoria.



Ardea, l’assassino si barrica in casa e si uccide

«Il primo a non farcela è stato il più piccolo, poi purtroppo è mancato anche il secondo bambino. Gli operatori intervenuti sul posto hanno impiegato tutti gli sforzi possibili per salvare le vittime con ripetuti tentativi di rianimazione, ma la situazione è apparsa fin da subito compromessa». Lo fa sapere l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. «Sono profondamente scosso per l’accaduto ed esprimo tutto il mio rammarico e le più sentite condoglianze ai familiari e all’intera comunità di Ardea che oggi vive un terribile lutto per questa tragedia», ha concluso.

Futili motivi

Secondo il sindaco di Ardea, Mario Savarese, la tragedia sarebbe avvenuta «per futili motivi». Il padre dei bambini è ai domiciliari e tra lui e l’assassino esisterebbero dei rapporti di parentela. Al momento degli spari i due fratellini stavano giocando davanti casa, mentre l’anziano era di passaggio sulla propria bicicletta. L’uomo che ha sparato «è una persona instabile, che ha manifestato in precedenza dei comportamenti ostili, non si può certo dire che sia una persona normale», ha specificato il sindaco di Ardea. «Ha messo in atto minacce a cui nessuno aveva dato credito e la reazione è stata sconsiderata e atroce. I motivi sono futili, non ce ne sono di altra natura, se non di litigi tra vicini. Dev’essere stata una questione di pochi minuti poi degenerata».

Una tragedia annunciata?

«Quando abbiamo sentito l’esplosione pensavamo fosse un petardo esploso da qualche bambino. Poi ci siamo avvicinati alla zona e abbiamo scoperto che invece erano colpi di pistola», riferisce invece il presidente del consorzio Colle Romito di Ardea, Romano Catino. «Abbiamo subito chiamato le forze dell’ordine che sono arrivate molto presto. Poi ho mandato subito un messaggio nella chat del consorzio per invitare tutti a restare in casa. Per fortuna molti dei consorziati erano al mare. La famiglia dell’omicida era conosciuta nel quartiere per episodi di molestie e degrado. Più volte sono stati segnalati alle forze dell’ordine. Basti pensare che una persona della nostra vigilanza interna ha il compito di tenere d’occhio quella villetta».

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Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. la solita storia…
    lo stato con la legge 180 del maledetto basagnia si è liberato del costo dei malati di mente,scaricandoli sulle famiglie e sulla società:
    ESATTAMENTE come da anni sta facendo con il crimine comune,che viene sempre meno punito.

    prima o dopo sarà il caso che la gente si svegli una buona volta…
    e COSTRINGA lo stato a tornare a fare il suo DOVERE che NON è solo quello di derubarci con le tasse,ma quello di difenderci dal crimine,dalle malattie,dai pazzoidi e di risolvere quelle situazioni che NON sono alla portata del singolo.

    SOLO QUESTO GIUSTIFICA la posizione di preminenza dalla quale promulga le leggi…
    solo questo,giustifica il prelievo forzoso di una parte della ricchezza prodotta dai cittadini:

    se lo stato non adempie ai SUOI compiti (e sono molti anni,che si sta ritirando da ogni impegno e responsabilità verso i propri cittadini)
    lo stato non ha ALCUNA ragione legittima di esistere.

    ….
    nel merito,in questo caso ha fallito tre volte:
    – NON ha confinato un pazzo pericoloso dentro un manicomio.
    – NON gli ha impedito di raggiungere un’arma,e con la depenalizzazione di fatto di ogni reato anche grave,
    – NON lo avrebbe punito efficacemente….

    e meno male che questo bastardo ha AVUTO ALMENO IL BUON GUSTO di levarsi
    di mezzo da solo:
    così non dobbiamo anche mantenerlo in regime protetto per anni e anni,a carico di tutti noi.

  2. Guarda, guarda, per chi crede nei futili motivi, sta già spuntando il traffico e l’ uso di stupefacenti…
    Matti genetici o matti Lsd ed affini acquisiti?! Seguire a fondo se non insabbieranno con ostie sconsacrate. (Mentre un altro coglione di turno antepone la illecita detenzione d’ arma).

  3. Faceva male il grande benefattore quando i matti li usava per gli esperimenti e li metteva nei forni? ecco come siamo ridotti

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