Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 13 giu –  Doppio successo per Fincantieri. La società italiana (controllata 71,6% da Fintecna, finanziaria di Cassa Depositi e Prestiti) non solo si aggiudica una maxi commessa con l’Indonesia, ma fornirà anche supporto tecnico alla marina militare sudcoreana. Non è un semplice affare. Quando ci sono di mezzo le armi, non è mai così.



L’accordo con l’Indonesia

“Fincantieri – si legge in un comunicato del gruppo triestino – e il ministero della Difesa dell’Indonesia hanno firmato un contratto per la fornitura di 6 fregate classe Fremm, l’ammodernamento e la vendita di 2 fregate classe Maestrale e il relativo supporto logistico”. La vittoria del gruppo italiano non era così scontata. Avevamo contendenti di tutto rispetto. Anche se indirettamente ci siamo confrontati (e abbiamo vinto) contro gli olandesi di Damen, i giapponesi di Mitsubishi Heavy Industries e il consorzio internazionale Babcock.

La posta in gioco era alta. Anche se mancano dati ufficiali, il valore della maxi commessa pare sia superiore ai 3 miliardi (c’è anche chi si spinge fino alla cifra di 4,2 miliardi). Comunque si tratta di un’operazione che avrà notevoli ricadute occupazionali per i diversi stabilimenti italiani del gruppo.

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, non ha nascosto il suo entusiasmo: “L’acquisizione di un ordine di tale portata consente a Fincantieri di assumere anche la leadership globale nel settore delle navi di superficie ed è la conferma del primato tecnologico di un progetto ritenuto ancora una volta il più innovativo sul mercato che, tra ordini e opzioni, ha portato a 20 navi per diverse Marine straniere”.

A questo lauto banchetto parteciperanno altri invitati: le pmi del settore e soprattutto Leonardo. L’ex Finmeccanica non avrà un ruolo di secondo piano. Il gruppo guidato da Alessandro Profumo fornirà il sistema di combattimento alle fregate. Per questo porterà a casa un lauto bottino. Intesa Sanpaolo ha fatto i conti della serva: il contratto firmato con Giacarta dovrebbe valere per Leonardo più di un miliardo di euro (tra il 7 e il 9% della raccolta ordini complessiva attesa nel 2021). Le partecipate di Stato quando si muovo insieme macinano utili. Ovviamente è necessario un coordinamento dall’alto.

Il ruolo della Marina Militare

Non è sfuggito a nessuno che Bono nel suo comunicato stampa ha rivolto “un riconoscimento alla nostra Marina, che ha contribuito in maniera determinante a realizzare assieme all’industria del Paese una nave apprezzata in tutto il mondo e che soddisfa in pieno le proprie esigenze operative”. È chiaro che senza l’appoggio delle nostre forze armate il gruppo triestino non avrebbe ottenuto questo successo.

Non è un segreto che le Fremm (Fregate europee multi missione) sono state commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare Italiana nell’ambito del programma di cooperazione italo-francese sotto il coordinamento di Occar, l’organizzazione internazionale per la cooperazione in materia di armi. Nella crescita di Fincantieri, la “diplomazia economica” ha giocato un ruolo importante. Dopo le commesse negli Usa, nel Qatar e in Egitto, per il gruppo triestino si aprono nuovi mercati in estremo oriente. Come è stato anticipato, il gruppo ha anche siglato un importante accordo con Seul.

Il nuovo legame con la marina sudcoreana

L’intesa con i coreani si è formalizzata nel corso di Madex 2021 (International maritime defense industry exhibition), uno dei principali saloni navali dell’Asia Pacifico. In questa sede il gruppo triestino ha firmato un contratto con Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering (Dsme) per il supporto al Conceptual Design della nuova classe di portaerei “CVX” per la Marina della Repubblica di Corea (Corea del Sud). La firma tra le parti è avvenuta alla presenza di ambasciatori ed ammiragli. Anche qui non c’è solo una questione di protocollo.

Ma cosa farà Fincantieri a Seul? Il gruppo italiano in questo caso non venderà un bene ma farà da consulente a Dsme sulla base dell’esperienza maturata con la costruzione della LHD (Landing Helicopter Dock) “Trieste”. Si tratta di beni immateriali che forse fruttano più di quelli materiali. Le competenze del gruppo italiano verranno capitalizzate presto. Infatti, la società guidata da Giuseppe Bono (attraverso la controllata Seastema) collaborerà alla realizzazione delle otto nuove fregate classe Daegu (FFX-II) per la Marina coreana, fornendo SEASNavy, un innovativo “integrated platform management system (IPMS)”.

Come è stato detto, non si tratta solo di una commessa redditizia. Ciò che è avvenuto è la lampante dimostrazione del valore delle aziende pubbliche. Grazie a quest’ultime, infatti, la nostra diplomazia può avviare una cooperazione strategica in aree del mondo in cui non siamo sufficientemente presenti. E questo non è cosa da poco.

Salvatore Recupero



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Tigri di carta.
    Queste belle navi militari dovrebbero essere i predatori naturali delle varie SeaWatch, Msf, etc.

    Purtroppo nella realtà di questo staterello ne è degno solo un esercito arcobaleno comandato dal Sgt Pepper e la sua banda di cuori solitari.

Commenta