Verona, 5 nov – Grossi guai per la società di calcio Virtus Verona, il cui presidente Luigi Fresco è indagato nell’ambito di una inchiesta della Guardia di Finanza su illeciti nell’accoglienza migranti.



Un’indagine iniziata due anni fa

L’indagine ha inizio due anni fa in seguito alla segnalazione da parte della Prefettura veronese di anomalie nella rendicontazione delle spese relative a bandi di accoglienza per la gestione di circa 700 immigrati dal 2016 al 2018, grazie al quale la società si sarebbe intascata l’ingente somma di oltre 12.242.711 euro. La Finanza ha quindi accertato una serie di irregolarità nella documentazione prodotta per poter partecipare ai bandi di gare relative alla falsa attestazione di esperienze pregresse nel settore, il numero degli operatori impegnati e l’idoneità delle strutture destinate all’accoglienza.

Le accuse e il sequestro preventivo

La società millantava infatti di avere una “comprovata esperienza in ambito di progetti di accoglienza destinati ai richiedenti protezione internazionale”, requisito necessario per poter accedere al bando, fornendo come esempio presunte attività svolte a favore degli immigrati provenienti da Albania ed ex-Jugoslavia nel periodo dall’1989 al 1995. Peccato però che la società sia stata fondata solamente nel 2000. Inoltre l’oggetto sociale era l’esercizio di attività sportive e non i servizi di accoglienza, integrazione e assistenza alle persone, come invece dichiarato nei bandi. Infine le strutture alloggiative messe a disposizione erano sovraffollate e non in regola con le normative igienico-sanitarie ed il personale impiegato non sufficiente a garantire i servizi minimi richiesti.

Questa mattina il Gip del Tribunale di Verona ha emesso un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo di oltre 12 milioni di euro nei confronti della società sportiva Virtus Verona e del suo presidente Luigi Fresco, indagato per truffa aggravata nei confronti di un ente pubblico, falsità ideologica in atto pubblico e turbata libertà degli incanti.

Gli antifà della Virtus Verona

Sembra trattarsi dell’ennesimo caso di illeciti legati al business dell’immigrazione. E a giudicare dall’ammontare delle cifre sembrerebbe veramente che gli immigrati rendano più della droga, come teorizzato dal “ras” delle coop rosse di Mafia Capitale Salvatore Buzzi.

La Virtus Verona milita attualmente nel campionato di Lega Pro. È conosciuta più che per il suo scarso seguito o i suoi mediocri risultati sportivi per la forte caratterizzazione politica antifascista e antirazzista. Nel corso dell’anno si era trovata già al centro di uno scandalo nazionale quando cinque suoi calciatori erano stati accusati dello stupro di gruppo di una giovane studentessa 20enne.

La nota della Virtus

Nel frattempo, sulla vicenda, è arrivata la nota ufficiale del club:
“La Virtus Verona, in merito alla notizia circolata in queste ore, intende chiarire come l’oggetto dell’indagine da parte della Magistratura riguarda una società diversa e che opera in maniera autonoma rispetto alla componente calcistica. Ci preme sottolineare come la società Virtus Verona militante nel campionato di serie C sia estranea alla vicenda e non sia stata attinta da alcun provvedimento giudiziario. Le uniche attenzioni di squadra, staff tecnico e dirigenti sono rivolte alla preparazione della partita contro il Trento in programma domenica allo stadio Gavagnin Nocini”.

 

Lorenzo Berti

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1 commento

  1. Ma dai! A questi interessano i quattrini,non certo gli immigrati! Per loro sono solo merce,peccato che poi ce li dobbiamo grattare noi

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