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Bergamo, 18 apr. – Un tunisino di 33 anni è stato arrestato, vicino a Bergamo, per aver picchiato la moglie di fronte al figlio di due anni. Lo hanno colto in flagranza di reato. Le botte di Pasquetta, sono state solo l’ultima di una serie di episodi di violenza consumati dal tunisino nei confronti della moglie, una 29 enne sua connazionale. L’uomo, infatti, era già noto alle forze dell’ordine, e la famiglia conosciuta dai servizi sociali, che li tenevano d’occhio.

Violenze fisiche e psicologiche all’ordine del giorno, dunque, perché secondo il tunisino la moglie, casalinga, non si dedicava abbastanza alla casa. Diversa la versione fornita dalla donna: l’uomo in casa si drogava. Mai una denuncia da parte della moglie, né per le violenze né per le sostanze stupefacenti, per paura di reazioni ancora più violente. Pare che una volta l’uomo le avesse addirittura spento una sigaretta sul corpo.

La risorsa, professione operaio, era residente nella zona dell’Isola Bergamasca, e ora è in carcere a Bergamo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali aggravate. L’arresto, in flagranza, è stato possibile perché di fronte all’ennesimo raptus di follia del marito, che le aveva messo le mani al collo per strozzarla, la moglie è scappata in strada e ha chiesto aiuto. Dopo l’arresto, avvenuto nella serata di ieri, si attende la relativa udienza di convalida davanti al GIP del Tribunale di Bergamo, prevista per i prossimi giorni.

 

 

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