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“Tutti in grembiule giallo per la parità di genere”: Pistoia, il diktat inclusivo di una scuola materna

by Cristina Gauri
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grembiule giallo

Pistoia, 11 lug — Non c’è un attimo da perdere, le testoline dei bimbi vanno farcite di schizofrenia politicamente corretta sin dai primissimi anni di vita, non appena mettono piede in una struttura pubblica: ed è così che gli alunni della scuola materna dell’istituto comprensivo Salutati-Cavalcanti di Buggiano (Pistoia) indosseranno dall’anno prossimo un grembiule giallo, senza distinzione tra alunni maschi e femmine. L’iniziativa nasce dalla volontà di «combattere gli stereotipi di genere»: si inizia dall’asilo, ovviamente, negli anni cioè in cui la predisposizione all’imprinting è ben sviluppata, per farli crescere sani, forti e predisposti all’uguaglianza di genere.

Grembiule giallo per la parità di genere 

Lo ha stabilito con una circolare il dirigente scolastico Alessandro Paone (nomen omen?), accogliendo una precedente delibera del consiglio dei docenti. Per l’anno scolastico 2022-2023 verranno fatti stracci dei grembiulini rosa e azzurri, che distinguevano i maschi dalle femmine, e «sarà consentito solo l’uso del colore giallo». Nella circolare viene specificato il motivo della decisione: «creare uniformità con la scuola primaria dello stesso istituto», che già da anni ha adottato il grembiule unico per maschi e femmine (in questo caso blu), rappresenta una «scelta identitaria, in grado di creare un sentimento di comunità» e introdurre il concetto della «parità di genere». Non è mai troppo presto, insomma. 

Motivazioni incredibili

 «Il collegio dei docenti perseguendo il contrasto allo sviluppo degli stereotipi di genere, ha deciso di unificare il colore del grembiulini», si legge nella circolare a corredo della quale è persino allegato un link di approfondimento che rimanda alle linee guida del Miur per «educare al rispetto, per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione». Perché «La parità, così come l’uguaglianza di diritti e doveri, non si oppone alla differenza e alle differenze, ma alla diseguaglianza, alla disparità e alle discriminazioni» tuonano le note del Ministero. Quale «uguaglianza di diritti e doveri» lederebbe l’adottare l’uso dei grembiulini rosa e azzurri, l’istituto non lo indica. Così come non è chiaro come il grembiule giallo aiuterebbe a combattere le discriminazioni e a prevenire addirittura la violenza di genere. All’asilo!  

A tuonare contro la decisione dell’istituto è stato il senatore della Lega Simone Pillon. «Ti pareva che non venisse fuori qualche genio, che in nome della gender equality si inventasse il grembiule giallo all’asilo — scrive in un post su Facebook — Ma non ce la facciamo a lasciar fuori i bambini dalle scemenze ideologiche? Almeno all’asilo ce la facciamo a lasciarli in pace? I bambini sono maschi, e le bambine sono femmine. Non è difficile da capire».

Cristina Gauri

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2 comments

brutta ciao 11 Luglio 2022 - 6:14

Dal nero, finalmente al giallo, come volevasi dimostrare.

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Da Cirinnà a Boldrini, le piddine piangono per il no al linguaggio gender al Senato: meglio così - Rassegne Italia 28 Luglio 2022 - 3:48

[…] norma avrebbe previsto l’abbandono del «genere unico» e l’introduzione nel linguaggio istituzionale scritto dei termini «ministra» e […]

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