Roma, 19 lug – Nuovi guai per Uber. La multinazionale americana, accusata di discriminazione contro i passeggeri disabili, dovrà risarcire 65mila passeggeri degli Stati Uniti. E’ quanto stabilito dall’accordo raggiunto da Uber con il Dipartimento di giustizia statunitense. Il colosso del servizio di trasporto automobilistico privato ha accettato di pagare circa 2 milioni di dollari per risolvere la controversia.

Così Uber dovrà risarcire i passeggeri disabili

Per l’esattezza, come specificato sul sito del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, l’accordo in questione prevede la cancellazione delle tasse sui tempi di attesa per i passeggeri disabili, oltre al pagamento di 1.738.500 dollari a più di mille di loro che avevano denunciato Uber. La multinazionale dovrà inoltre pagare ulteriori 500mila dollari ad altri passeggeri che le avevano fatto causa. Uber rimborserà poi il doppio di tutte le spese per l’attesa, addebitate a 65mila passeggeri disabili.

L’azienda californiana era stata citata in giudizio dal Dipartimento di giustizia lo scorso novembre, in seguite alle proteste di diversi clienti. Passeggeri che si lamentavano del fatto che gli erano state addebitate commissioni soltanto per aver impiegato più di due minuti per salire sulle auto a causa della loro disabilità. “Le persone con disabilità non dovrebbero sentirsi cittadini di seconda classe o punite a causa della loro disabilità”, ha dichiarato il viceministro della Giustizia, Kristen Clarke, specificando che l’accordo raggiunto manda “un forte messaggio ad Uber e ad altre società di ridesharing che d’ora in avanti dovranno rendere conto delle loro scelte”.

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Alessandro Della Guglia

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