Udine, 17 ott – Sequestrata e stuprata da un gruppo di pakistani. E’ questa la denuncia di una ragazzina di 15 anni, che nel mese di agosto sarebbe stata presa, segregata in uno stabile e costretta a subire violenza da immigrati originari del Pakistan e residenti a Udine. L’atroce vicenda si sarebbe svolta sullo sfondo dell’ambiento dello spaccio di sostanze stupefacenti della città. La vicenda emerge solo ora proprio per il delicato coinvolgimento di una minorenne.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti uno degli stupratori della ragazza, un’italiana, l’avrebbe avvicinata in un parco e l’avrebbe costretta a seguirlo dentro uno stabile abbandonato e fatiscente. A questo punto sarebbero sopraggiunti i complici, che l’avrebbero segregata, minacciata e stuprata più volte. La minore si era riuscita a liberarare e fuggire solo al mattino, dopo una notte di violenze. Aveva dapprima messaggiato un’amica, pregandola di aiutarla. Da lì erano scattati l’allarme e il suo soccorso sanitario. La denuncia della vittima è stata raccolta dalla Polizia di Stato della Questura di Udine, che si è subito attivata per indagare sui colpevoli, riuscendo ad individuare in un primo momento uno degli immigrati. L’uomo è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. Poche settimane dopo è stato il turno del secondo dei presunti stupratori, anch’esso fermato. Ora, coordinati dalla procura di Udine, gli investigatori sarebbero sulle tracce del terzo uomo responsabile delle violenze.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteBrexit, c’è l’accordo tra Regno Unito e Ue. Johnson: “Va votato sabato”
Articolo successivoDal razzismo alle simpatie per Hitler. Quello che non sai sui curdi
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

Commenta