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Pistoia, 11 ott – La casa del Signore diventa un accampamento per i immigrati. Poteva succedere ovunque, e invece, guarda guarda, è avvenuto proprio a Vicofaro, Pistoia, nella chiesa di don Massimo Biancalani.

Una vista desolante 

La vista all’ingresso della parrocchia è desolante: decine di materassi sparsi per terra, un coacervo di vestiti, zaini, scarpe appartenenti ai 250 stranieri che, complice il parrocco più immigrazionista d’Italia, hanno fatto di un luogo di culto il loro centro di accoglienza. Ci sono i permessi sanitari, per mandare avanti una situazione del genere? Quelli della questura? Non si sa. Quello che si sa, invece è che il don ha permesso loro di occupare la chiesa, quella nuova e quella vecchia, il salone parrocchiale, i corridoi e persino il suo appartamento privato.

Comunità dimezzata

La comunità parrocchiale, nel frattempo, si è dimezzata. sarà per questo che Biancalani ha trasformato la chiesa in un campo profughi: come nel caso della manodopera, serve il rimpiazzo per quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. “Siamo passati da 120 a 20 bambini. Però abbiamo acquistato tanti laici che vengono qui a praticare il Vangelo: avevo fame e mi hai dato da mangiare, sete e mi hai dato da bere, ero straniero e mi hai accolto”, spiega il don. La domenica, immigrati o meno, si celebra lo stesso la santa messa: “I ragazzi sanno che devono stare in silenzio. O escono fuori o dormono”.

Lavoratori sfruttati

Tra gli stranieri che pernottano dal parroco c’è Diba, arrivato in Italia a 14 anni: “Mi alzo ogni mattina alle 4.30, prendo il treno e vado a Prato, faccio le pulizie per due ore in una multisala e torno qui. Di pomeriggio prendo un altro treno, vado a Firenze e faccio il rider per Glovo. Alla fine del mese faccio 3-400 euro”. Quasi tutti gli immigrati accolti dal parroco lavorano, ma vivono spesso situazioni si sfruttamento: “Turni di 12 ore, da mezzogiorno a mezzanotte, pagati 2,50 euro l’ora, chi in nero, chi in finto part-time”. Un affarone, attraversare il Mediterraneo per fare questa vita. La vita nell’accampamento non è facile. “Succede che ci tagliano il gas perché non abbiamo pagato una bolletta da 4.000 euro. Lo farò con i miei risparmi di insegnante di religione”. E sugli immigrati, don Biancalani sostiene che “Tanta gente ha capito che di loro non c’è da aver paura. Mai avuto problemi di sicurezza”, ma le firme raccolte dai compaesani contro il degrado creato dai suoi protetti narrano una storia differente. “Io ho solo risposto all’appello che il Papa lanciò nel 2016 quando invitò i sacerdoti ad aprire le Chiese a questa gente. Purtroppo un appello caduto nel vuoto”. Se lo dice lui…

Cristina Gauri

16 Commenti

  1. 250 negroni tuttofare in chiesa… e la canonica a pochi metri! Il paradiso terrestre non è poi così lontano, eh?

  2. “avevo fame” eccetera ? chissà perchè nei Vangeli così come nell’Antico Testamento,si fa spesso finta di leggere solo e soltanto quello che può sostenere la propria tesi…perchè il passo del Vangelo secondo Matteo citato da Don Biancalani (da Matteo 25,35-44) è preceduto da una reprimenda contro il “servo fannullone” non propriamente un inno buonista,ma una vera e propria condanna contro chi è incapace di badare a sè stesso,nel racconto di un padrone ed i suoi servi:

    24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

    per non parlare di come inizia questo passo evengelico,che condanna le vergini poco accorte e stolte nell’accogliere lo sposo:

    1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.

    leggendo quindi tutto il passo evengelico nella sua interezza ossia Matteo 25,1-46 tutto si può evincere tranne che si tratti di una evocazione del fancazzista conclamato da accogliere e riverire;

    questo naturalmente in termini generali escludendo sicuramente la cerchia dei bisognosi accuditi da Biancalani.

  3. Chi dovrebbe cadere nel vuoto sei te e I tuoi amici musulmani immigrati clandestini economici fancazzisti vacanzieri cerebrolesi a spese dello Stato (I T A L I A N I ). Spero che in un buco ci caschi ate te e l’imam bergoglio

  4. A proposito di accoglienza dello straniero.
    Nuovo testamento, 2^ lettera fi Giovanni, versetti 9-11:
    “Chiunque va avanti e non rimane nell’insegnamento del Cristo non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento é colui che ha il Padre e il Figlio.
    Se qualcuno viene a voi e non reca questo insegnamento, non lo ricevete in casa e non lo salutate. Chi infatti lo saluta, partecipa alle opete malvagie di lui”

  5. Un tesoro lAtilia piena di storia e bellezza
    dovete mandare a questi Africani a pulire le strade al meno è un modo di pagamento e rengraziamento per il soggiorno che gli Italiani gli danno .
    No un sacco di lazzeroni facendo penna magiando dormendo e cagando gratis
    togliendo anche crocefiso no vogliono i Cristiani ma guardate voi dove sono tutti quanti o siamo o no siamo ?
    Fuori dei colioni chi no lavora no mangia

  6. Era ora che qualcuno trasformasse le chiese in stalle oppure che il clero fornisse ospitalità agli scrocconi che noi italiani non vogliamo più mantenere. A quando le brande in vaticano?

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