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Bari, 12 feb – Faceva l’usuraio guadagnando fino al 120% di interessi su prestiti annui stimati in circa 80 mila euro ma percepiva il reddito di cittadinanza. La Guardia di Finanza ha arrestato a Bari il pluripregiudicato 40enne Gerardo Geruzzi per i reati di usura ed esercizio abusivo dell’attività del credito.

Usuraio esercitava la “professione” ai domiciliari con tanto di reddito di cittadinanza

Ma non finisce qui. Secondo quanto risulta dalle indagini, coordinate dalla pm della Dda di Bari Bruna Manganelli, lo strozzino esercitava la “professione” anche nel periodo di detenzione domiciliare. Prestava denaro a usura con tassi di interesse fino al 120% a piccole imprese, privati cittadini e anche ragazzi molto giovani che ne avevano bisogno per acquistare casa o per mantenere un tenore di vita elevato. L’inchiesta, partita da una segnalazione anonima nel gennaio 2019, ha accertato una decina di vittime e un giro di usura cominciato almeno nel 2012.

Le indagini e i precedenti

Attraverso intercettazioni, appostamenti e video-riprese, indagini finanziarie e testimonianze delle vittime, gli agenti della Guardia di finanza hanno ricostruito l’attività illecita. Attività continuata anche mentre l’usuraio, con precedenti per rapina e traffico di droga, era detenuto agli arresti domiciliari per una condanna per reati di falso. “Nel corso delle indagini – fanno sapere i finanzieri – si è registrata una certa reticenza da parte degli usurati i quali, avendo timore della figura criminale del soggetto, gravato da numerosi precedenti di polizia, omettevano di denunciarne l’operato”. Tradotto dal linguaggio da verbale, le vittime dello strozzino non avevano il coraggio di denunciarlo perché temevano per la loro incolumità.

La misura-bandiera dei 5 Stelle troppo spesso nelle tasche di criminali

Ciliegina sulla torta – come si suol dire – dalle verifiche è inoltre emerso che il pregiudicato, oggi finito in carcere e destinatario di un sequestro di beni, percepiva anche il reddito di cittadinanza perché aveva dichiarato di non avere entrate. E’ così partita la comunicazione all’Inps per la revoca del sussidio. Questo è soltanto l’ultimo – seppur eclatante – dei tanti casi di criminali, anche mafiosi e camorristi in carcere, che prendevano tranquillamente il reddito di cittadinanza. Questo è tuttora possibile perché si fanno pochi controlli su chi presenta domanda. Per questo la misura-bandiera dei 5 Stelle è tristemente nota per finire nelle tasche di chi non dovrebbe.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. A mio parere, il reddito è chiamato impropriamente “di cittadinanza”, in quanto non è un welfare legato strettamente alla cittadinanza italiana.
    Io e altri eravamo dell’idea che dovesse valere solo per chi ha la cittadinanza italiana, se porta questo nome. In realtà si presenta come una forma di Welfare per i poveri(in teoria), come ce ne sono in diversi paesi europei. In linea di principio, al posto di dare sempre soldi a banche e persone ricchissime, andrebbe anche in controtendenza in questo senso.
    Dove hanno fallito?
    In Italia ci sono troppi finti poveri, che fin quando non combinano qualcosa di gravissimo, difficilmente vengono beccati. In altri paesi, ci sono diverse forme di welfare, però alcuni evasori e quelli che dichiarano il falso vanno in galera… velocemente.
    Altrimenti è ovvio che i finti poveri, prenderanno sempre i soldi al posto di chi ne avrebbe bisogno… oltre ad avere altri vantaggi dallo stato che non spetterebbero a loro in altri mille settori.
    Come risolvere? Non conosco miracoli. Dico una personalissima opinione:
    Fare leggi più dure contro chi sgarra. Chi nasconde redditi e prende soldi o servizi dallo stato, che non gli spetterebbero, deve andare in galera, senza sconti o altro.. In questo modo gli passerebbe la voglia a diverse persone di “barare”. Il numero di “truffatori criminali” sarebbe inferiore.
    Aggiungerei una riforma degli uffici di collocamento.. che devono incrociare domanda e offerta. Il 100% delle persone che conosco, trovano lavoro privatamente o tramite amicizia(tipica raccomandazione italiana). Questo significa che qualcosa in quegli uffici, a mio modesto parere, ancora non funziona.. Devono arrivare più offerte.. Se ci sono politici in Italia che vogliono importare immigrati da mezzo mondo per farli lavorare, facendo abbassare il costo del lavoro, fra l’altro, distruggendo i diritti dei lavoratori, poi un italiano magari riceve zero proposte.. per un anno.. questa cosa è assolutamente da sistemare a mio parere. Ovvio che chi rifiuta le offerte di lavoro deve “PERDERE” il reddito subito. Idem chi commette reati di tipo finanziario, che rendono poco credibile il suo “reale” bisogno, ovviamente. Prima che diventi pluripregiudicato. Chi lavora in nero e dichiara di essere disoccupato, etc.. Basterebbero meno risorse escludendo molta gente disonesta. Anche una riforma della giustizia, sarebbe essenziale per motivi detti sopra.

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