bergoglioRoma, 3 nov. – E’ di ieri la notizia di due arresti eccellenti all’interno delle mura leonine. Si tratta di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo di 54 anni, membro di punta dell’Opus Dei e di Francesca Immacolata Chaouqui, 32 anni, giovane donna di “Pubblic Affair” per la nota società di consulenza Ernst &Young. Entrambi facevano parte della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea), istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato.

L’uno come segretario e l’altra come collaboratrice inserita proprio grazie al solerte suggerimento di monsignor Balda. I due sono accusati di possesso illecito e divulgazione di documenti riservati della Santa sede (reato che secondo i codici pontifici può comportare la reclusione fino a 8 anni).


Cosa contenessero questi documenti non è dato saperlo, ma secondo fonti giornalistiche e vaticane sarebbero state diffuse informazioni utili per la stesura di due libri in uscita tra due giorni:  «Via Crucis» di Gianluigi Nuzzi  e «Avarizia» di Emiliano Fittipaldi. Quest’ultimo, giornalista de l’Espresso, ha anticipato qualcosa della sua ultima opera dichiarando:“Io descrivo – attraverso documenti inediti e inchieste personali – la ricchezza del Vaticano, scandali inediti, l’utilizzo per fini non proprio edificanti del denaro e delle offerte da parte dei cardinali. Scrivo che lo Ior non è stato ripulito come racconta la propaganda vaticana. Insomma, una Chiesa che resiste all’opera riformatrice di Francesco”. Dunque si tratterebbe di una “Suburra” in salsa vaticana, di quel sottobosco di intrighi e di loschi figuri che rimanda ai Borgia o all’oscurità del potere temporale della Chiesa cinquecentesca. sanpietro

Ma alcuni conti non tornano soprattutto se si pensa alle possibili motivazioni che hanno spinto gli accusati a fornire certi dettagli ai giornalisti. Perché? Voglia di “farsi importanti” con la stampa? Mitomania? Altro? I due, il cui compito primario era quello di vigilare sulla correttezza e trasparenza dei flussi finanziari in Vaticano, erano in realtà già “chiacchierati” in quanto la lady organizzò, in occasione della Canonizzazione di Giovanni XXIII, un ricevimento tutto ostriche e champagne sui tetti della Prefettura degli Affari economici e al quale parteciparono numerose eminenze porporate, giornalisti, uomini d’affari e finanzieri e che allora fece infuriare non poco papa Bergoglio.

vatileaksIl prelato dell’Opera di Dio, invece, si è trovato imbrigliato in lotte intestine per la scalata ai vertici del potere economico della Chiesa non riuscendo mai ad ottenere posti di rilievo. Si può, allora, ipotizzare una vendetta? Si può pensare che si tratti di spicciole bagatelle per la conquista di micro-potere? Probabilmente non verremo mai a sapere come sono andati i fatti nel dettaglio (ci sarà un motivo per cui la Chiesa è l’organizzazione detentrice di potere più longeva di tutte) ma una riflessione è d’obbligo.

La maggior parte degli organi d’informazione sembrano concordi nel cercare le motivazioni della questione in una specie di complotto a danno dell’opera riformatrice di Papa Francesco. Ma dov’è l’opera riformatrice se queste “bagatelle” avvengono dalla notte dei tempi e a quanto pare non sembrano essere scomparse? Ma dov’è l’opera riformatrice se ancora si organizzano feste sui tetti stile “Grande Bellezza” all’interno delle mura pontifice? Ma dov’è questa benedetta opera riformatrice se il Papa sembra essersi accodato ad un pensiero dominante e di marca liberal-progressista sui temi dell’immigrazione, delle adozioni gay e della famiglia? Magari potrebbe essere l’inverso: ovvero un dispetto di chi, non contento della sua posizione politica in Vaticano, ha voluto fregarsene o semplicemente operare una piccola vendetta personale.
Per esempio, lo scorso 11 ottobre, Francesca Chaouqui aveva twittato sul suo account delle frasi contro le famiglie composte da persone dello stesso sesso. Non proprio in linea con le ultime aperture pontificie…

Aurelio Pagani

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