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Brescia, 23 mar – Quando ci saremo liberati dall’epidemia di coronavirus il mantra che rimarrà nelle orecchie e negli occhi di tutti sarà: restate a casa. Ci viene scritto e raccomandato in ogni salsa e in ogni luogo, imposto a suon di decreti, multe e denunce, eppure gli “indomabili” dell’isolamento continuano ad esserci e scendere in strada. Sulle chat rimbalzano i messaggi per convincere le persone a rimanere confinati nelle proprie abitazioni. Come quello che qualche giorno fa girava nei gruppi Whatsapp di alcuni residenti del quartiere Casazza, nella zona nord di Brescia.



Si tratta di un messaggio audio, che probabilmente era stato registrato intendendo che rimanesse in una chat con pochi iscritti, ma è invece diventato virale, a tal punto da balzare agli onori della cronaca cittadina, arrivando sulle pagine del quotidiano Il giornale di Brescia. «È vero quel detto che dice uomo avvisato, mezzo salvato. Cosa intendo? Oggi starò tutto il giorno sul campanile con una carabina in mano e se vedo qualcuno girare per il quartiere inutilmente, lo azzoppo». A parlare è Don Massimo, sacerdote della parrocchia del quartiere Casazza, allarmato, anzi esasperato da coloro che in piena emergenza coronavirus e a fronte di migliaia di morti ancora faticano a capire l’importanza dell’isolamento.

Il prete, moderno Don Camillo, contattato dalla testata ha provato a negare di essere l’autore del perentorio messaggio, ma fonti interne alla Diocesi, successivamente raggiunti dal quotidiano, confermano che sia stato proprio il sacerdote ad aver inviato «in tono scherzoso il messaggio ad alcuni catechisti».

Cristina Gauri

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