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Vende online foto pedopornografiche e si giustifica: “Sono povera a causa del lockdown”

by Ilaria Paoletti
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Foto pedopornografiche

Londra, 26 ago – Arriva dalla Scozia questa storia di orrore: una donna che ha affermato di essere alle prese con le difficoltà economiche del lockdown ha pensato bene di vendere foto pedopornografiche di una bambina a vari pervertiti, che le avrebbero offerto anche cinquemila sterline.

Foto pedopornografiche come “fonte di guadagni”

Abigail Kikke avrebbe dovuto prendersi cura della bambina, ma ha piagnucolato in tirbunale, giustificandosi col dire che la pandemia l’avrebbe lasciata senza risorse economiche e si sarebbe perciò trovata costretta a vendere le foto sue e di una minore. La Kikke, 27 anni, ha abusato della bimba ed è stata anche in contatto online con un molestatore sessuale già condannato.

Il telefono sequestrato

È stata individuata proprio a causa del telefono con cui faceva soldi a scapito della bimba, che una volta sequestrato sequestrato , al suo interno ha rivelato 69 immagini, scattate a casa di sua madre nel marzo 2020. Lei era in 11 di queste immagini. La donna non ha potuto far altro che dichiararsi colpevole oggi presso l’Alta Corte di Glasgow per aver sfruttato sessualmente una bimba e aver distribuito immagini di lei e di altri bambini.

I pedofili online

In tribunale la polizia ha raccontato come la Kikke aveva usato l’app di social network “Kik” per distribuire immagini indecenti della bimba. Dal suo telefono è stato recuperato un video della durata di un minuto e 58 secondi che coinvolgeva lei e la piccola. Gli agenti sono stati in grado di rintracciare Kikke attraverso il suo indirizzo ip e la casa di sua madre è stata perquisita. Nei dispositivi elettronici sequestrati, uno dei video contenuti era una versione estesa del video che gli agenti avevano precedentemente trovato su Kik, della durata di cinque minuti.

Le accuse in tribunale

Il pubblico ministero Shanti Maguire ha dichiarato: “Una delle immagini era stata inviata dall’imputato a un utente di Internet noto come Daddy. Le altre immagini contenute nel telefono mostravano bambini dai tre ai quattro ai 14 anni”. È stato anche scoperto che Kikke ha chattato con un altro utente di Internet noto come “Hollow” che le ha chiesto di compiere atti sessuali sulla bimba. Il pm ha aggiunto: “Ha detto a “Hollow” di aver inviato a Daddy immagini di lei e della bimba e che era disposto a pagarle cinquemila sterline”. Grazie a lei (si fa per dire) la polizia è stata in grado di incastrare anche altri pedofili a cui ha inviato le foto.

Ilaria Paoletti

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1 commento

TopoGigio 27 Agosto 2021 - 10:40

nomen omen.

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