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Roma, 1 feb – Si parte con il programma di governo scritto, come chiesto da Matteo Renzi: oggi i partiti che dovrebbero dar vita a una nuova maggioranza giallofucsia inizieranno a trattare alla Camera. Al presidente della Camera Roberto Fico l’ingrato compito di fare da garante. “Poi si aprirà una questione politica”. Questo significa (almeno) due cose: il Conte ter non è affatto scontato; l’ipotesi governo istituzionale (o peggio ancora tecnico) è ancora in campo.

Il Pd insiste: o Conte ter o governo del Presidente per tornare al voto

In tal senso quello che appare chiaro è che il Pd non voterebbe mai un governo istituzionale che avrebbe la fiducia della Lega. Il cerchio quindi si restringe a Forza Italia (FdI si chiama fuori, perché chiede di tornare al voto). E questo lo sanno anche i renziani. Tuttavia se la Lega dovesse astenersi potrebbe di fatto permettere la nascita di quella “maggioranza Ursula” evocata durante le consultazioni al Colle dalla Bonino. Ma anche in questo caso non è detto che i dem ci starebbero. Zingaretti e i suoi infatti non fanno che ripetere o Conte ter o voto anticipato. Perché vogliono tenersi stretto ciò che resta del M5S anche in vista di futuri accordi elettorali. Altrimenti esiste una sola opzione: governo del Presidente che mandi il Paese alle elezioni.

Fico tenta di far convergere tutti sul nome del premier dimissionario

Ecco perché pure Renzi continua a insistere su un accordo politico e programmatico che coinvolga i giallofucsia prima dell’intesa sul nome del premier. In effetti, a questo punto, Conte potrebbe diventare sacrificabile anche per i dem. Dal canto suo, il “compagno” Fico, investito di un incarico esplorativo necessario solo per dare tempo ai giallofucsia di trovare un accordo, tuttavia a quanto pare sta cercando di far convergere tutti sul nome del premier dimissionario.

Renzi vuole il Mes ma i 5 Stelle ribadiscono il loro no

Il problema comunque resta il programma scritto, il patto di governo. Renzi vuole il Mes, ma i 5 Stelle ribadiscono il loro no. “Questione chiusa, dice il capo politico Vito Crimi. Ma il leader di Iv non vuole sentire ragioni, perché sa che i suoi senatori sono indispensabili per avere la maggioranza al Senato. Non a caso ha pure alzato la posta, storcendo il naso per il reddito di cittadinanza, vera e propria bandiera grillina. Dal canto suo, Fico ha oggi e domani per concludere il suo mandato, ma a sentire i renziani la direzione imboccata è quella giusta. “Stiamo preparando il tavolo come richiesto da Iv, Renzi non può più strappare sulla figura di Palazzo Chigi”, dicono però i contiani. Ma il leader di Iv è stato chiaro: prima il programma, dopo i nomi.

Ecco a quali poltrone punta Italia Viva

In verità, a proposito di nomi, si fa un gran parlare delle richieste di Iv, che punta al ministero delle Infrastrutture o a quello dello Sviluppo economico (che i 5 Stelle non intendono mollare). Renzi in ogni caso vuole rimuovere i grillini dai ministeri del Lavoro, della Giustiza e dell’Istruzione. Staremo a vedere, in tal senso, quanto ampia sarà la vittoria politica del leader di Iv. L’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona intanto tace. E spera di essere ancora della partita.

Adolfo Spezzaferro

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