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Roma, 14 apr – Nausea da idiozie politicamente corrette? Sopportate, perché il novero di fesserie è interminabile. Sovente, va detto, le trovate più astruse dei radical chic ci strappano semplicemente sonore risate. Sono quindi una sorta di simpatico intrattenimento. Purtroppo però altrettanto spesso si rivelano un insulto alla lingua italiana. E’ il caso dell’iniziativa del Comune di Castelfranco Emilia, provincia di Modena, che ha pensato bene di iniziare a utilizzare il neutro al posto del maschile universale. Per l’esattezza nei post social del Comune da qualche giorno ha fatto la sua comparsa il simbolo fonetico “schwa”. E starete pensando, di cosa cappero si tratta?



Il Comune emiliano che massacra la lingua italiana

Presto detto, in alcuni termini la giunta di questo Comune emiliano sostituisce il plurale maschile con la desinenza neutra “ǝ”, lo schwa appunto. Un segno fonetico a metà tra una “a” e una “e”, presente in varie lingue: cecena, kazaka, azera e nel cirillico. Ma non in quella italiana, ovviamente. La fissazione per la presunta “inclusività” pure in campo fonetico, che non significa un fico secco e produce soltanto baggianate come questa, genera però questi assurdi stravolgimenti. Così, ad esempio, nei post del Comune emiliano “tutti” diventa “tuttǝ”, “gentilissimi” è trasmutato in“gentilissimə” e via delirando di desinenze neutre buttate là tanto per farvi incrociare gli occhi. Fosse arte psichedelica sarebbe quasi apprezzabile, invece è solo un vezzo fastidioso.

Ma quale inclusività, è solo ottusità politicamente corretta

Abbiamo deciso di adottare un linguaggio più inclusivo: al maschile universale (“tutti”) sostituiremo la schwa (“tuttə”), una desinenza neutra. Questo – scrive il Comune – non significa stravolgere la nostra lingua o le nostre abitudini, significa fare un esercizio di cura e attenzione verso tutte le persone, in modo che si sentano ugualmente rappresentate”. Vorremmo sperare in uno scherzo, al contrario pare proprio che chi ha partorito questo delirio faccia sul serio. Credono davvero nella sensatezza dello sfregio linguistico nel nome della presunta “inclusività”. E’ quindi inutile citare l’artificiale neolingua orwelliana, perché riuscirebbero a reperire del sessismo anche nei libri distopici.

“Grazie a… tutti”

E’ forse uno sforzo altrettanto inane spiegare a questi geni della buffonata che nel passaggio dal latino all’italiano il neutro è caduto, sostituito dalla desinenza maschile, e non per via del patriarcato brutto e cattivo. Può oltretutto essere sostituito anche dal femminile. A titolo esemplificativo, un secco “ciao a tutte” può indicare meramente “ciao a tutte le persone”, come “ciao a tutti” può essere un implicito “ciao a tutti gli essere umani”. La lingua italiana non è insomma affatto “sessista” e non reca con sé discriminazioni di alcun genere. Ma a riprova della stoltizia malcelata di chi vorrebbe massacrarla con queste bischerate, basta leggere il commento in calce al post in cui il Comune di Castelfranco Emilia annuncia la svolta. Inizia sì con la strabiliante frase “Gentilissimǝ, grazie a tuttǝ per i vostri commenti e le vostre considerazioni”, ma termina così: “Grazie a tutti per la collaborazione”. Il redattore si è scordato la stolta regolina che ha provato ad autoimporsi. La lingua petalosa gioca brutti scherzi.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. Sinceramente invidio queste persone, che non hanno letteralmente ” un cazzo da fare ” dalla mattina alla sera, e possono dedicarsi a simili masturbazioni mentali che successivamente tramutano in parola scritta. Dev’essere fantastico ritrovarsi assieme ad altri imbecilli, per di più stipendiati dalla comunità, per partorire simili idiozie e, a fine giornata, sentirsi orgogliosi del tempo impiegato ad ammorbare le coscienze altrui. Mezze seghe fisiche e mentali che popolano il nostro pianeta blaterando d’inclusività, vorrei farli sentire inclusi prendendoli a randellate assieme ai loro simili: i gaglioffi di sinistra e i pederasti di ogni inclinazione possibile e immaginabile. Presto, i loro amici mussulmani, provvederanno a farli rinsavire, altro che inclusività!

  2. Lo dico da emiliano. Alcune zone dell’Emilia stanno diventando una vera “capitale” del “nazi-fem” più estremo, ma anche quello più illogico. Spiego cosa intendo dire: In passato era stata la Svezia, oggi credo che la supereremo infinitamente andando avanti così.. su certe cose.. Per fortuna che non c’è ancora un federalismo tanto forte da fare alcune leggi in modo “indipendente” altrimenti, mi vengono i brividi a pensare a quello che potrebbe succedere qui.. Anche molti giornaletti locali, sono molto di parte.
    Ogni iniziativa, anche quella più folle e inutile, basta che abbia un vago “timbro-femminista” e viene messa da diverse persone su “un piedistallo” come se fosse “un vangelo”. Chiunque le critica rischia di essere escluso in molti ambienti. Persino donne che non la pensano alla stessa maniera.
    Secondo me, (lo dico per assurdo), se continuano su questa strada, riaschiano di portare molti maschi occidentali etero, stanchi della dittatura del politically correct, ad allearsi con persone provenienti da “altre” culture/religioni extra-europee, che hanno mantenuto una posizione più conservatrice, nei loro paesi.. almeno su questi temi. Nella ricerca di un “ritorno alla normalità”.
    Esistono locali, che apparentemente sono dedicati a concerti di un genere musicale..Ma c’è la “sorpresa”, dovevi fare una tessera di una organizzazione pro immigrazione, fem etc…. obbligatoria per entrare perchè loro risultavano essere “pseudo-circoli culturali”. Ovviamente mi sono sempre rifiutato di andarci. Questo per dire, senza generalizzare, che a volte ci possono essere “interessi economici” dietro l’adesione a una iniziativa oppure una diversa. Anche alle più assurde.

  3. IDIOTI simili avevano partorito l’ INCLUSIVO * ……
    ma TUTT* risulta almeno leggibile ….. e presente sulle tastiere ….

    TUTT-Asterisco o in Inglese STAR quindi TUT-STAR ,
    mentre TUTT(e retroversa) , di grazia COME SI LEGGEREBBE ?????

    suggerisco TUTT-merda , visto il “partuano” della minchiata .

    Ma poi …. dove sarebbe l’ INCLUSIONE ?????

    conosco donne che , parlando fra loro dicono p.es :

    mi hai rotto i COGLIONI
    quella ha due COGLIONI così
    e che cazzo !
    che cazzo vuoi ?

    ehm , e si offenderebbero per l’uso del maschile ?????? non credo .

    E permettetemi di ricordare il grandissimo Faletti .
    Uno dei suoi personaggi era uno stilista gay ed una battuta memorabile era :

    mi suona la telefonA

    ed il gioco del femminile a VANVERA era presente in tutte le altre
    battute

    …… la BoldrinA potrebbe fare la comica …….. ma non fa ridere .

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