Milano, 11 gen — Sono 18, di età compresa tra i 15 e 21 anni, tra nordafricani e figli di immigrati: è l’identikit dei cittadini che in queste ore, tra Milano e Torino, sono stati sottoposti a perquisizioni perché ritenuti coinvolti a vario titolo nelle violenze sessuali di gruppo ai danni di nove giovani ragazze avvenute in Piazza Duomo, a Milano, durante la notte di Capodanno.

Violenze Capodanno, 18 perquisizioni

E’ quanto si apprende da una nota diffusa dalla Polizia di Stato che sta conducendo le investigazioni coordinate dalla Procura e da quella presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Stando a quanto comunicato, si tratterebbe di 3 ragazzi minorenni e 15 maggiorenni. I sospettati avrebbero consumato almeno tre episodi di violenze sessuali di gruppo nei confronti di nove giovani donne che quella notte si trovavano in piazza Duomo per festeggiare il Capodanno.

Il branco avrebbe quindi agito più volte, sistematicamente, individuando ragazze isolate o a gruppi di due o tre, circondandole per palpeggiarle, tentando di derubarle e di strappare loro i vestiti. Secondo le testimonianze di alcune delle vittime gli abusi si sarebbero consumati sotto gli occhi degli agenti presenti in Piazza, che avrebbero ritardato fortemente a intervenire.

Le indagini

Per arrivare all’identificazione dei primi sospettati gli inquirenti hanno esaminato attentamente le immagini dei sistemi di sorveglianza, i video diventati virali sul web, ascoltato vari testimoni e le stesse vittime. Si è poi proceduto con l’incrociare i dati a disposizione con l’analisi dei vari social network e l’uso di software di riconoscimento facciale messi a disposizione dalla polizia scientifica. 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. E’ sorprendente che ciò sia accaduto in una piazza presidiata dalle forze dell’ordine che, almeno da ciò che si deduce dalle fonti giornalistiche, si sono accorte dei numerosi tentativi di stupro e di ancora più numerosi atti di violenza nei confronti di ragazze e ragazzi italiani da parte di gruppi di nordafricani e ancora peggio, di figli di nordafricani, solamento DOPO che alcune vittime hanno scelto di denunciare. Intanto ferma condanna (che non avranno nei fatti) per gli stranieri e i naturalizzati che mordono la mano di chi li sfama, poi forse, occorre ragionare sulle effettive capacità di scoperta e intervento di reati in simili circostanze da parte delle forze dell’ordine, e ancora, sarebbe doveroso risalire alle responsabilità di tale negligenza. Una mano sempre troppo morbida e un occhio sempre distratto da parte delle forze dell’ordine in casi che coinvolgono stranieri o naturalizzati (poco e male). A questo si aggiunge un giornalismo minimale e ultra-protezionista sempre e solo nei confronti di stranieri che, al contrario, sono invece responsabili di quasi tutti i fatti delittuosi o di sangue che si registrano in cronaca. Che aggiungere per un paese che pone i propri cittadini in secondo ordine? che offende con negligenza e protezionismo il dolore dei propri concittadini vittime di violenze? Che accetta le derisioni di fronte all’impunità di questi stranieri che approfittano apertamente della nostra civiltà per sfogare i loro istinti e il loro odio.
    Forse incominciare a pensare con la rpopria testa liberi dal condizinamento dell’egemonia del pensiero unico globalista e buonista potrebbe essere un inizio.

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